23/03/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Tra le 5 e le 9 di questa mattina il Paese si è paralizzato, garantiti solo i treni internazionali: nuovi scioperi domani e venerdì. Si protesta contro i tagli salariali imposti dal governo

Una serie di scioperi e agitazioni contro la politica antideficit imposta dal governo socialista guidato da Josè Socrates, in particolare contro il taglio dei salari, ha preso via questa mattina in tutto il Paese. Un portavoce della compagnia ferroviaria nazionale (Cp) ha riferito che tra le 5:00 e le 9:00 hanno circolato solamente i treni a tratta internazionale e che è previsto un nuovo sciopero per la giornata di venerdì. Lisbona sta vivendo i maggiori disagi: oggi gli autisti degli autobus hanno deciso che non effettueranno alcuno straordinario fino all'8 aprile mentre, per alcune ore, i traghetti non hanno solcato le acque del fiume Tago. Dalle 5:00 alle 12:00 di domani sciopereranno anche i dipendenti della metropolitana lisbonese.

A partire da gennaio 2011, il governo ha imposto un taglio del 5 percento sui salari dei dipendenti statali e una riduzione del 15 dei costi medi delle imprese pubbliche: il Parlamento portoghese dovrebbe decidere entro il pomeriggio se respingere il programma di austerità per il risanamento dei conti pubblici, proposto dal governo Socrates. Nel caso il piano venisse bocciato, il primo ministro dovrebbe presentare le dimissioni e si andrebbe ad elezioni anticipate, in caso contrario Socrates dovrà cercare il sostegno finanziario internazionale per superare la crisi economica.

 

Parole chiave: jose socrates, deficit, tagli
Categoria: Politica, Economia
Luogo: Portogallo