21/03/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Secondo l'organizzazione umanitaria, la legge di emergenza in vigore nel Kashmir si traduce in una costante violazione dei diritti umani

Amnesty International ha chiesto alle autorità indiane del Kashmir di revocare una legge di emergenza che conferisce alla polizia poteri speciali nei confronti dei sospetti militanti separatisti. Ramesh Gopalakrishnan e Bikramjeet Batra, responsabili della sezione asiatica dell'organizzazione, hanno dichiarato: "Chiediamo l'abrogazione del Public Safety Act (Psa) che concede l'impunità a poliziotti e soldati che commettono abusi".

La notizia è stata diffusa dall'agenzia di stampa Ians, che riprende quanto affermato in un rapporto di Amnesty International, presentato oggi nel capoluogo di Srinagar. Nel testo, che raccoglie le testimonianze di seicento ex detenuti, si legge che il numero delle persone incarcerate sulla base di questa legge negli ultimi vent'anni oscilla tra gli ottomila e i ventimila individui. Il regime di carcere amministrativo, inoltre, si traduce spesso in una violazione dei diritti umani, protraendosi per anni senza che si arrivi a un processo.

Amnesty International ha poi accusato l'India di ignorare i richiami delle Nazioni Unite, che hanno dichiarato illegittima la detenzione preventiva.