21/03/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Si dimettono sempre più militari e diplomatici contrari alla condotta dal governo yemenita nei confronti dei manifestanti

Cresce il vuoto attorno il presidente yemenita, Ali Abdullah Saleh, abbandonato da un crescente numero di ufficiali e alte cariche dello Stato che gli voltano le spalle perché contrariati dalla repressione governativa condotta contro i manifestanti.

Le dimissioni più eclatanti sono state presentate questa mattina dal generale Ali Mushin al-Ahmar, comandante della prima divisione blindata dell'esercito e fratellastro dello stesso presidente. Anche Nasir al-Jahuri, capo del 121esimo battaglione, Sadiq Ali Sahrhan, capo della difesa aerea del primo battaglione corazzata, si sono schierati a favore dei manifestanti, assieme ai propri uomini. Durante la prima parte della giornata si sono dimessi anche l'ambasciatore yemenita a Damasco, Abdel Wahab Tawaf, e il governatore di Aden, Ahmad al-Qaatabi.

Nei giorni scorsi, avevano lasciato l'incarico gli ambasciatori yemeniti presso le Nazioni Unite, il Kuwait e il Libano assieme a diversi esponenti dell'esecutivo e del partito del Congresso, al governo del Paese.