21/03/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Il 77.2 per cento della popolazione è a favore degli emendamenti

Sabato 19 marzo, milioni di egiziani si sono recati alle urne per rispondere al primo referendum popolare indetto in oltre cinquant'anni, votando in grande maggioranza (77,2 per cento) a favore di un pacchetto di modifiche costituzionali.

Gli emendamenti aprirebbero la strada, entro pochi mesi, alle elezioni parlamentari e presidenziali considerate fondamentali perché, chi verrà democraticamente eletto avrà il compito di condurre i cambiamenti nel Paese e, probabilmente, di redigere una nuova Costituzione: si prevede una stagione di frenetica campagna elettorale nella quale chi ha guidato le proteste popolari teme che i Fratelli Musulmani possano godere di qualche vantaggio elettorale.

In riferimento alle modifiche costituzionali, Dar el Iftaa, l'istituzione islamica che emana le fatwa e principale interprete della Sharia (legga islamica) ha fatto sapere attraverso il muftì egiziano, Ali Gomaa, di essere "equidistante tra il sì e il no agli emendamenti alla Costituzione". Secondo quanto riferito da Gomaa, l'articolo 2 (che fa riferimento alla Sharia come fonte di diritto per l'Egitto) non potrà essere toccato mentre non è stato trovato alcun elemento che impedisca a donne o cristiani-copti di accedere alla carica di presidente della repubblica.

Parole chiave: costituzione, modifiche, fratelli muslumani
Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Egitto