18/03/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



L'ex procuratore cileno, accusato dell'omicidio del sacerdote modenese Omar Venturelli, è stato reincarcerato durante la notte. Si trovava in libertà provvisoria da qualche giorno

Alfonso Podlech Michaud, ex procuratore militare cileno, è imputato presso la Corte d'Assise di Roma per l'omicidio del sacerdote di origine modenese, Omar Venurelli, impegnato nelle lotte sociali degli anni Settanta in Cile. Il tribunale del Riesame ne aveva disposto la scarcerazione qualche giorno fa, a meno di un mese dalla sentenza (attesa il 5 aprile), motivando la scelta con l'assenza di pericolo di fuga dell'uomo che è invece ritornato a Regina Coeli questa notte, in seguito a un mandato d'arresto spiccato, pare, dalla stessa Corte.

L'avvocato di Podlech, Nicola Caricaterra, sostiene di non conoscere i motivi del fermo ma il rischio che l'ex procuratore cercasse di fuggire dall'Italia era stato più volte paventato dal senatore Fabio Porta, eletto nel collegio dell'America Latina, e da alcuni colleghi.

Durante le indagini è emerso che all'epoca Venturelli si sarebbe costituito volontariamente alle autorità cilene, ma Podlech ne avrebbe firmato la condanna a morte emettendo un "ordine di rilascio" che nella "fraseologia della persecuzione" equivaleva a un via libera all'esecuzione di una persona impegnata a difendere i diritti dei locali indios senza terra.

L'ex procuratore è stato arrestato nel 2008 in Spagna con l'accusa di omicidio plurimo aggravato e sequestro di persona, le autorità italiane ne hanno poi chiesto l'estradizione verso il proprio Paese per poterlo processare per l'omicidio di Venturelli.

 

Parole chiave: deseparecidos, cile, indios
Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Italia