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Un nuovo venerdì di protesta in Bahrein, Arabia Saudita e Yemen. L'appuntamento è previsto al termine della preghiera del venerdì. In Bahrain, in particolare, i manifestanti hanno invitato la popolazione a scendere in strada oggi per chiedere la deposizione della dinastia Al Khalifa, minoranza sunnita che domina un Paese a maggioranza sciita da circa due secoli. Finora le proteste sono state represse duramente, con un bilancio delle vittime che parla di oltre 12 morti e mille feriti. In Arabia Saudita è prevista una marcia con decine di migliaia di persone che sfideranno il bando contro le contestazioni di piazza. Anche ieri oltre quattromila manifestanti di Qatif, nell'est del Paese, hanno chiesto al governo riforme e il rilascio dei prigionieri politici. Oggi, invece, chiederanno al proprio esecutivo di ritarare le truppe dal Bahrein. Anche in Yemen nuove manifestazioni per chiedere le dimissioni del presidente Ali Abdullah Saleh, sostenuto dagli Stati Uniti e al potere da trentadue anni. Sabato tredici manifestanti anti-governativi sono stati uccisi nel Paese nel corso di scontri con le forze del regime. È da febbraio che sono in corso manifestazioni anti-Saleh nello Yemen. Le concessioni del presidente, tra cui la promessa di non ricandidarsi nel 2013 e di riforma costituzionale, non sono riuscite a placare gli oppositori.