17/03/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Con dieci voti favorevoli, nessuno contrario e cinque astenuti (Cina, Russia, Germania, India e Brasile) il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha approvato la Risoluzione 1973 proposta da Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti che autorizza l'istituzione della No Fly Zone sui cieli della Libia (e ogni misura adatta a protegere la popolazione libica, con esclusione dell'occupazione militare).

Francia e Gran Bretagna, pochi minuti prima della votazione, avevano detto di essere pronti a un intervento aereo per fermare il Colonnello Muammar Gheddafi che in queste ore sta cingendo d'assedio la città di Bengasi, ultima sacca di resistenza nella Cirenaica.   

Il ministro degli Esteri francese Alain Juppe ha preso la parola subito dopo le dichiarazioni di apertura del membro cinese che presiedeva la seduta. Juppe ha ribadito la necessità e il dovere da parte della comunità internazionale di intervenire per fermare le violenze del regime libico contro la popolazione civile. "In Libia, da alcune settimane, la volontà delle persone è stata distrutta dal Colonnello Gheddafi che sta attacando il suo stesso popolo", ha detto Juppe. Secondo il ministro francese "è doveroso prendere tutte le misure necessarie per proteggere i civili e gli abitanti di Bengasi". "Ogni ora che passa, aumenta il peso che grava sulle nostre spalle. La stretta sui civili aumenta sempre più e noi dobbiamo agire". "Il Consiglio di Sicurezza deve assicurare la supremazia della legge e della democrazia in Libia", ha concluso il ministro francese Alain Juppe.

La delegata statunitense Susan Rice ha confermato le posizioni degli Stati Uniti che faranno tutto il possibile per porre fine alle violenze e, in più, ha sottolineato che in questa lotta contro il tempo e contro il regime del Colonnello Gheddafi, l'Occidente non è solo ma che anche la Lega Araba ha chiesto l'intervento del Consiglio di Sicurezza.

L'approvazione della Risoluzione 1973 è stata accolta dai ribelli di Bengasi con un boato di gioia. le immagini in onda su Al-Jazeera mostrano una piazza in festa con bandiere al vento e spari in aria. Sembra che la gente di Bengasi non abbia paura delle minacce di Gheddafi: "Saremo a Bengasi stanotte e non avremo pietà per nessuno. Entreremo in ogni casa e chiunque sarà trovato in possesso di armi sarà considerato un nemico".  

Ni.Se.

 

 

Categoria: Politica
Luogo: Libia