11/03/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Dopo tre anni, è terminato il procedimento penale per crimini di guerra contro l'ex presidente liberiano: si attende la sentenza entro 4 mesi

Si è chiuso oggi il processo per crimini di guerra contro l'ex presidente della Liberia, Charles Taylor, iniziato tre anni fa: durante l'ultima sessione l'accusa si è rivolta all'imputato definendolo "un uomo molto intelligente che sperava d'ingannare il tribunale Onu per la Sierra Leone".

Taylor è il primo ex leader africano a dover affrontare questo tipo di procedimento: è stato accusato di avere armato e controllato il violento Fronte rivoluzionario unito (Ruf) dei ribelli durante una campagna decennale che ha seminato violenza e terrore tra i civili. Sulla sua testa pendono undici capi d'imputazione tra cui omicidio, stupro e l'utilizzo di bambini soldato nella guerra civile in Sierra Leone ma gli avvocati della difesa continuano a sostenere che l'ex presidente stesse semplicemente cercando di mediare per raggiungere la pace all'interno del Paese.

Lo scorso giovedì la difesa aveva messo in dubbio le dichiarazioni di alcuni degli oltre cento testimoni che hanno partecipato al processo, sospettando che le loro parole potessero essere state comprate con l'elargizione di "fondi".  I giudici dovranno aggiornarsi il prima possibile e fornire un verdetto entro 4 mesi: se l'ex presidente verrà ritenuto colpevole, dovrà scontare la pena detentiva in un carcere del Regno Unito.

Parole chiave: bambini soldato, diamanti, genocidio, Ruf
Categoria: Diritti, Guerra
Luogo: Liberia