08/03/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



La nota attivista afgana in tour negli Usa per chiedere la fine dell'occupazione del suo paese

Malalai Joya, attivista afgana e precedente membro del parlamento chiede che gli Stati Uniti lascino la sua terra. Presto inizierà una nuova serie di discorsi in giro per gli Stati Uniti per cercare di rinvigorire il dibattito sulla guerra.

Nel suo libro, "Finché avrò voce", spiega la situazione della gente comune in Afghanistan: "Siamo intrappolati fra due nemici: i talebani da una parte e le forze Usa-Nato con i loro alleati signori della guerra dall'altro. Per la nostra gente Obama è un guerrafondaio, come Bush. Segue le stesse politiche disastrose, solo con maggior forza e determinazione."

Joya è amata dalla sua gente per avere il coraggio di parlare contro i criminali di guerra appoggiati dagli Stati Uniti che dominano il governo, ed è nel loro mirino. Infatti Joya è sopravvissuta ad almeno quattro tentati omicidi. Rappresenta una maggioranza di afgani che non vogliono né un'occupazione straniera con i suoi lacché fondamentalisti nel governo, né i loro nemici, i taliban e al Qaeda.

Come Malalai Joya, molti afgani sono dolorosamente coscienti della spirale della guerra verso la violenza e il caos: un rapporto del novembre 2010 del Centro Afgano per Ricerche Socio-economiche e di Opinione riporta che l'opinione favorevole verso gli Stati Uniti ha raggiunto il minimo storico del 43 per cento fra la popolazione. Rispetto a un anno fa più del doppio degli Afgani ora condannano gli Usa per gli episodi di violenza. Gli afgani ora sono meno ottimistici rispetto ad un anno fa rispetto alla disponibilità di posti di lavoro e di opportunità economiche, alla libertà di movimento, ai diritti delle donne.

Nell'ultimo capitolo del suo libro, Joya elenca i suoi consigli su come il mondo potrebbe veramente aiutare gli afgani, il primo dei quali è di terminare la guerra Usa-Nato. Spiega inoltre i reali bisogni umanitari della popolazione afgana che la comunità internazionale potrebbe aiutare a soddisfare, e come questo dovrebbe andare di pari passo con il disarmo, specialmente dei signori della guerra che hanno goduto di un supporto straniero per così a lungo. Infine, Joya chiede ardentemente che tutte le truppe straniere si ritirino dalla sua terra, spiegando come il pericolo di guerra civile potrebbe essere minimizzato attraverso una diplomazia internazionale responsabile.

"La verità sull'Afghanistan è stata celata dietro un sipario di fumo fatto da parole e immagini confezionate attentamente dagli Stati Uniti e dagli alleati Nato, che sono state ripetute senza posizioni critiche dai media occidentale", ha scritto Malalai nel suo libro.
Le parole di Joya aiuteranno gli Americani a "togliere la polvere dagli occhi", come dice lei, e ad affrontare la realtà che la guerra in Afghanistan deve terminare il più presto possibile.

Sonali Kolhatkar*

Traduzione di Daniele Mennella

*Condirettrice della Missione delle Donne Afgane: organizzazione Usa no-profit che supporta attivisti per i diritti delle donne in Afghanistan. Sonali è anche coautorice di "Afghanistan sanguinante: Washington, i signori della guerra e la propaganda del silenzio." Fondatrice dell'emittente radiofonica nazionale "Uprising" con sede a Los Angeles

Parole chiave: Afghanistan, Malalai Joya
Categoria: Guerra
Luogo: Afghanistan