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Dilagano anche in Libano le proteste che da mesi stanno scuotendo il mondo arabo. I giovani di Beirut hanno organizzato un sit-in di fronte alla sede del ministero degli Interni, per manifestare contro il regime settario che guida il Paese. I libanesi sono scesi in piazza indipendemente dal colore politico, rivendicando diritti sociali per tutti i cittadini: istruzione, lavoro, assistenza sanitaria.
"Siamo qui - ha dichiarato all'Aki Adnkronos international uno dei dimostranti - per chiedere la caduta di un sistema confessionale che da anni nasconde i veri problemi dei libanesi, problemi comuni a quelli dei giovani che hanno manifestato e che stanno manifestando nelle varie piazze arabe, e cioè trovare un lavoro, poter pagare un affitto e poter andare a scuola".
Numerosi gli interventi da parte di studiosi e intellettuali. Khaled Saghiyyeh scrive sul giornale libanese al-Akhbar che le proteste di questi giorni mostrano una forte interazione tra il Libano e il mondo arabo, e afferma che da questa mobilitazione politica potrebbe svilupparsi una realtà nuova per il Paese. Sottolinea invece la centralità dei giovani Fawaz Trabulsi, docente di Storia all'Università Americana di Beirut, per il quale è fondamentale in questo momento non sottovalutarne le rivendicazioni.
Parole chiave: Beirut, proteste, rivendicazioni, giovani, regime settario