09/03/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Il rais è comparso alla tv di stato accusando i governi europei ed al-Qaeda di avere incitato i giovani alla rivolta per creare fratture nel Paese e prenderne il controllo

Questa mattina il leader libico Muammar Gheddafi ha rilasciato un comunicato attraverso la televisione nazionale nel quale accusa i governi europei ed al-Qaeda di avere spinto i giovani libici alla rivolta, con l'intenzione di dividere la nazione: il rais sostiene che le sue forze hanno catturato diversi stranieri durante alcuni raid, "Vogliono colonizzare di nuovo la Libia  E' un complotto colonialista". Le parole pronunciate dal colonnello durante la conferenza stampa non hanno lasciato spazio a possibili compromessi o dialoghi con le forze di opposizione.

I ribelli si battono per mettere fine al potere di Gheddafi, al comando del Paese da 41 anni: le Nazioni Unite stimano che dall'inizio dei conflitti più di 1000 persone abbiano perso la vita ed oltre 210 mila siano state sfollate.

Mentre le forze a favore del rais intensificano l'offensiva si moltiplicano le richieste di intervento militare internazionale nel conflitto: il segretario di stato statunitense, Hillary Clinton, ritiene che la decisione di imporre una no-fly zone (che potrebbe vietare i voli militari delle forze governative sopra i cieli libici, pena l'abbattimento) spetti all'Onu, non agli Stati Uniti. Il presidente Obama e il primo ministro inglese David Cameron stranno vagliando in queste ore tutte le possibili modalità d'intervento in area libica che vanno dalla sorveglianza, agli aiuti umanitari, all'embargo delle armi verso il paese.

Parole chiave: ribelli, al-Qaeda, colonialismo, no-fly zone
Categoria: Guerra, Politica
Luogo: Libia