07/03/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Inizia oggi la seconda edizione dei giochi che riuniscono i paesi del blocco petrolifero. Unica assente, l'Arabia Saudita

Sono 350 le atlete con il velo che si apprestano a gareggiare nella seconda edizione dei Ccg, i Giochi del Consiglio di Cooperazione del Golfo. Si tratta di una competizione che comprende atlete provenienti dai paesi del blocco petrolifero - Kuwait, Qatar, Bahrain, Emirati Arabi Uniti e Oman - e che inizia oggi ad Abu Dhabi per concludersi il 9 marzo. L'unico Stato dell'area a non partecipare è l'Arabia Saudita, dove lo sport rimane ancora un privilegio esclusivamente maschile.

Le atlete si misureranno in numerose discipline, dall'atletica all'equitazione, passando per la pallavolo, il taekwondo, il bowling e il tiro. I Giochi del Golfo non costituiscono soltanto l'occasione per vincere medaglie e acquistare prestigio, ma sono un'opportunità di crescita anche professionale. Le varie federazioni sportive della regione, infatti, puntano a fare delle atlete di oggi le dirigenti sportive di domani: durante i giochi vengono organizzati dei seminari di formazione per prepararle ad un futuro ruolo di guida.

L'assenza dell'Arabia Saudita suona come una forte contraddizione, per un paese che è la prima economia dell'area, lo Stato con il più alto numeri di abitanti, eppure anche quello con le regole più restrittive per quanto concerne il margine di libertà femminile. Nel regno saudita le donne non godono di diritti fondamentali come quello del voto, e sono escluse dall'ambito sportivo perché una loro partecipazione è ritenuta sconveniente e "pericolosa". Lo sport al femminile si sviluppa (e prolifera) allora in forme "clandestine", fuori dai circuiti ufficiali.

Parole chiave: Giochi, sport, atlete, restrizioni
Categoria: Diritti, Donne, Popoli
Luogo: medio oriente