31/05/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Un videogioco porta l'esercito tra gli adolescenti. Il reclutamento non conosce confini
 
Full Spectrum WarriorLa prima linea del reclutamento, per le Forze Armate americane, non passa solo per le periferie degradate delle metropoli, setacciate casa per casa da zelanti ufficiali che promuovono le virtù della vita in caserma con stile da imbonitori. Per tamponare l'emorragia di reclute (l'arruolamento sta vivendo una seconda crisi, dopo quella del '99) il Pentagono ha scelto di delegare ad un videogioco il duro lavoro di persuasione dei potenziali futuri soldati. America's Army è un multiplayer (più giocatori) on-line (si gioca su internet), ed è stato sviluppato da un colonnello dell'esercito di nome Casey Wardynski. Dall'anno del suo lancio, il 2002, ha fatto registrare sul suo sito (www.americasarmy.com) 5,4 milioni di utenti, con 20 aggiornamenti in 3 anni, questi ultimi scaricati 20 milioni di volte. Quello più recente, in uscita in questi giorni, si chiama 'Overmatch'. Se la Difesa Usa investe in questo gioco 2,5 milioni di dollari all'anno ci deve essere un buon motivo. Il motivo è che, sebbene non esistano statistiche sul numero di giocatori che hanno indossato la divisa grazie ad America's Army, l'esercito ha probabilmente trovato la forma più rapida, efficace - e subdola - per farsi conoscere dai teen-ager statunitensi. Non sconcerta più di tanto, quindi, sentire lo stesso Wardynski ammettere che il target al quale si rivolge lo 'sparatutto' (in gergo il videogioco dove il giocatore imbraccia un'arma e fa fuori un numero indefinito di nemici) sono gli adolescenti, dai 13 anni in su. Il gioco viene considerato dal suo sviluppatore come uno strumento - economico, secondo i dettami del committente - per istruire i giovani all'addestramento, educarli alla cultura militare e combattere lo stereotipo popolare che rappresenta ogni soldato americano come un Rambo.
 
Il colonnello Casey Wardynski"I nostri ragazzi possono farcela". I giocatori sono parte di una squadra nella quale ciascuno può scegliere un ruolo: si è soldati, ingegneri, o medici. Si impara a utilizzare le armi automatiche in dotazione all'esercito, a guidare veicoli utilizzati dalle truppe Usa in Iraq, a paracadutarsi da un aereo o a salvare un commilitone ferito. L'ingresso vero e proprio nel campo di battaglia è subordinato ad una fase di training, al termine della quale il giocatore entra in missioni virtuali a fianco di giocatori da tutto il mondo, che si aiutano l'un l'altro a superare le difficoltà delle varie operazioni militari. L'ambientazione è realistica, e il teatro di guerra iracheno ha fornito lo spunto fondamentale, tanto per gli scenari quanto per lo scopo della missione: contrastare e debellare l'insurrezione dei ribelli. "Vogliamo che i ragazzi sappiano che possono farcela - spiega Wardynski riferendosi alle missioni -, e che non devono più lavorare di fantasia, in quanto quello che vedono nel gioco è quello che vedono nella realtà". L'iper-realismo di Wardynski e di America's Army renderà obsoleti gli uffici di reclutamento? Statistiche, come detto, non ce ne sono. Un sondaggio commissionato dall'esercito ha comunque rivelato che un terzo dei 20 mila intervistati (sia adulti che adolescenti) ha sostenuto di aver ricevuto informazioni utili sull'esercito proprio da America's Army.
 
America's ArmySimulazioni da un miliardo di dollari. Da quando la Difesa ha scoperto che i videogiochi sono uno dei più potenti strumenti culturali e mediatici della storia, negli ultimi tre anni ha commissionato e finanziato quattro videogiochi, oltre ad America's Army: Real War, Prism, Full Spectrum Warriors, Rise of a Soldier. America's Army si prepara adesso a sbarcare sulla console: le licenze sono state vendute alle piattaforme di Sony (Playstation) e Microsoft (Xbox). Le case di produzione hanno incassato dai videogiochi 24 miliardi di dollari nel 2004. L'investimento del Pentagono in programmi di simulazione per l'addestramento di soldati e ufficiali ammonta a un miliardo di dollari l'anno, secondo stime dello stesso Wardynski. Il quale sostiene che lo 'sparatutto' in questione, per lo meno virtualmente, insegnerà a un tredicenne come, e con quali armi, ci si addestra nell'esercito.
Con buona pace delle associazioni di genitori che da anni lottano per la messa al bando dei videogiochi violenti. E
dell'avvocato californiano Jack Thompson, padre di un bambino di dieci anni, che nel 2002 minacciò di far causa all'esercito, se non avesse imposto un limite di età all'accesso al gioco. Ma su Internet, come è noto, può navigare - e combattere - chiunque.

Luca Galassi

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