Il leader libico Muhammar Gheddafi fra intrighi
internazionali, risarcimenti milionari, accuse di terrorismo e uno
spettacolo teatrale interamente dedicato a
lui.
La British and
Asian Dub Foundation, ha deciso di portare sul palcoscenico
uno spettacolo teatrale itinerante totalmente incentrato sulla
figura del leader libico Muhammar Gheddafi. “Il Colonnello è un
personaggio storico dei nostri tempi, quindi abbiamo pensato a
quest’opera" fa sapere il direttore artistico dell'English National
Opera, Sean Doran.
"E’ un po’ come guardare
la storia che si sviluppa intorno a noi” ha fatto sapere il direttore,
che per la circostanza collabora con l’Asian Foundation. “Ci vorrà
comunque molto tempo. Forse la rappresentazione sarà pronta intorno al
2006. Vedremo.” Le uniche anticipazioni sullo spettacolo riguardano le
musiche. Sicuramente saranno composte melodie di ispirazione tribale.
Una combinazione di ritmi molto forti.
Doran spiega le motivazioni che lo hanno spinto a voler
lavorare su uno spettacolo molto difficile da realizzare: “Ad un certo
punto della mia giovinezza (erano gli anni settanta) questa persona è
entrata di prepotenza nelle cronache della stampa di tutto il mondo. In
tutte le nazioni, su tutti i giornali veniva dipinto come una persona
cattiva. La sua figura mi affascina. E’ fatto così. E’ spaventoso ma ha
anche un fascino incredibile”.
Nel bene o
nel male Muhammar Gheddafi riesce sempre a far parlare di sé.
Protagonista storico delle politica internazionale degli ultimi
trent’anni del secolo scorso, il Colonnello, resta una figura di primo
piano anche in questi primi anni del ventunesimo secolo. Lui è sempre
sulla bocca di tutti; sulle prime pagine dei giornali, nei servizi
televisivi. Soprattutto negli ultimi dieci mesi è riuscito a stare al
centro dell’attenzione mondiale grazie al “perdono” per le sue
malefatte, da parte degli Usa.
Dopo 24 anni di assoluto silenzio fra i due Paesi è
risbocciato l’amore. Williams Burns, vice segretario di Stato Usa ha
fatto visita al Colonnello nella capitale libica. Appena arrivato a
Tripoli Burns si era preoccupato di far recapitare nelle mani del padre
della Libia moderna una lettera del Presidente degli Usa George W. Bush
che gli assicurava una veloce normalizazione dei rapporti fra i due
Stati.
La lettera? Dalle indiscrezioni un
romantico ringraziamento al "fratello leader" per
la sua attiva collaborazione. In pratica un "grazie non avevi altra
scelta" per aver pagato profumatamente i parenti delle vittime
di Lockerbie
(anche se ancora bene non si sa se il leader sia responsabile oppure
no), per aver accettato di far sfruttare i giacimenti di gas al largo
delle coste libiche dalle multinazionale anglo-olandesi (solo come
apripista per le altre multinazionali Usa?), e soprattutto per aver
rinunciato agli armamenti nucleari.
Strana
sorte è toccata alla “guida della Libia”. Alcune settimane fa era stato
accusato di voler organizzare un attentato contro il Principe Regnante
Saudita Abdullah, adesso è riabilitato davanti alle autorità
statunitensi. Potere della diplomazia. Forse sarà il caso di pensare
che l’allentamento dell’embargo che gli Usa hanno per anni tenuto
contro Gheddafi faccia parte di un piano che coinvolge le compagnie
petrolifere che voglio sfruttare le riserve del Paese
nord-africano.
Dopo tutto questo, dunque, il
padre padrone della Libia, la “guida”, o forse sarebbe meglio
descriverlo per quello che è, il Colonnello, fa parlare di sé anche per
uno spettacolo teatrale tutto su di lui.