05/07/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Una compagnia teatrale dedica uno spettacolo al Colonnello Gheddafi
GheddafiIl leader libico Muhammar Gheddafi fra intrighi internazionali, risarcimenti milionari, accuse di terrorismo e uno spettacolo teatrale interamente dedicato a lui.
 
La British and Asian Dub Foundation, ha deciso di portare sul palcoscenico uno spettacolo teatrale itinerante totalmente incentrato sulla figura del leader libico Muhammar Gheddafi. “Il Colonnello è un personaggio storico dei nostri tempi, quindi abbiamo pensato a quest’opera" fa sapere il direttore artistico dell'English National Opera, Sean Doran.
 
"E’ un po’ come guardare la storia che si sviluppa intorno a noi” ha fatto sapere il direttore, che per la circostanza collabora con l’Asian Foundation. “Ci vorrà comunque molto tempo. Forse la rappresentazione sarà pronta intorno al 2006. Vedremo.” Le uniche anticipazioni sullo spettacolo riguardano le musiche. Sicuramente saranno composte melodie di ispirazione tribale. Una combinazione di ritmi molto forti.
 
Doran spiega le motivazioni che lo hanno spinto a voler lavorare su uno spettacolo molto difficile da realizzare: “Ad un certo punto della mia giovinezza (erano gli anni settanta) questa persona è entrata di prepotenza nelle cronache della stampa di tutto il mondo. In tutte le nazioni, su tutti i giornali veniva dipinto come una persona cattiva. La sua figura mi affascina. E’ fatto così. E’ spaventoso ma ha anche un fascino incredibile”.
 
Nel bene o nel male Muhammar Gheddafi riesce sempre a far parlare di sé. Protagonista storico delle politica internazionale degli ultimi trent’anni del secolo scorso, il Colonnello, resta una figura di primo piano anche in questi primi anni del ventunesimo secolo. Lui è sempre sulla bocca di tutti; sulle prime pagine dei giornali, nei servizi televisivi. Soprattutto negli ultimi dieci mesi è riuscito a stare al centro dell’attenzione mondiale grazie al “perdono” per le sue malefatte, da parte degli Usa.
 
Dopo 24 anni di assoluto silenzio fra i due Paesi è risbocciato l’amore. Williams Burns, vice segretario di Stato Usa ha fatto visita al Colonnello nella capitale libica. Appena arrivato a Tripoli Burns si era preoccupato di far recapitare nelle mani del padre della Libia moderna una lettera del Presidente degli Usa George W. Bush che gli assicurava una veloce normalizazione dei rapporti fra i due Stati.
 
La lettera? Dalle indiscrezioni un romantico ringraziamento al "fratello leader" per la sua attiva collaborazione. In pratica un "grazie non avevi altra scelta" per aver pagato profumatamente i parenti delle vittime di Lockerbie (anche se ancora bene non si sa se il leader sia responsabile oppure no), per aver accettato di far sfruttare i giacimenti di gas al largo delle coste libiche dalle multinazionale anglo-olandesi (solo come apripista per le altre multinazionali Usa?), e soprattutto per aver rinunciato agli armamenti nucleari.
 
Strana sorte è toccata alla “guida della Libia”. Alcune settimane fa era stato accusato di voler organizzare un attentato contro il Principe Regnante Saudita Abdullah, adesso è riabilitato davanti alle autorità statunitensi. Potere della diplomazia. Forse sarà il caso di pensare che l’allentamento dell’embargo che gli Usa hanno per anni tenuto contro Gheddafi faccia parte di un piano che coinvolge le compagnie petrolifere che voglio sfruttare le riserve del Paese nord-africano.
 
Dopo tutto questo, dunque, il padre padrone della Libia, la “guida”, o forse sarebbe meglio descriverlo per quello che è, il Colonnello, fa parlare di sé anche per uno spettacolo teatrale tutto su di lui.
 
Alessandro Grandi

 
Categoria: Politica, Media
Luogo: Libia