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E' iniziato lunedì scorso a Buenos Aires un processo contro gli ex governanti Jorge Rafael Videla, Raynaldo Bignone ed altre sei persone, tutti accusati di avere preso parte ad una campagna sistematica di appropriazione dei figli dei dissidenti politici morti durante l'ultimo governo militare argentino, tra il 1976 ed il 1983, nei centri di detenzione clandestini. Il caso è centrato su 34 persone, all'epoca bambini, che vennero consegnati ad alcuni membri delle forze armate argentine dopo avere ricevuto una nuova identità.
Dopo anni d'investigazioni è giunto il momento per centinaia di persone di riscoprire la propria vera identità: le organizzazioni a favore dei diritti umani stimano che potrebbero esserci altri 400 casi simili e sostengono che ognuno è diverso dall'altro, alcune persone impiegheranno più tempo di altre a riscoprire le vere origini.
Videla e Bignone hanno affrontato numerosi processi presso il Tribunale per i delitti contro l'umanità ma probabilmente questa sarà la causa che toccherà più di ogni altra il popolo argentino. La giornalista Marta Vassallo, detenuta a sua volta in un centro clandestino, spiega che la cosa più sgradevole è che "si tratta di bambini. non di attivisti politici arrestati".
Parole chiave: diritti umani, Bignone, Videla, dissidenti, deseparecidos