Bene, mai come in questo caso possiamo affermare che Muammar
Gheddafi, leader politico e guida rivoluzionaria del popolo libico,
abbia colto la palla al balzo. E’ sua infatti la decisone di
partecipare alla gara ufficiale per portare la coppa del mondo di
calcio in Libia. Si è parlato molto del fatto che nell’ultimo anno e
mezzo sono cambiate molte cose nei rapporti fra la nazione nord
africana e il resto del mondo.
Dopo aver
giocato in difesa – senza però dimenticare qualche attacco - con il
risarcimento record ai parenti delle vittime del disastro aereo di
Lockerbie, che ha aiutato a migliorare i rapporti con Usa e Gran
Bretagna, e l’accettazione di un forte ridimensionamento dei programmi
nucleari, è arrivato il momento di incontri decisivi con i
rappresentanti Usa e britannici. Tutto questo veloce processo di
riappacificazione è culminato con la visita del Colonnello a Bruxelles
dove è arrivato per incontrare il Presidente della Commissione europea
Romano Prodi. Non accadeva da trent’anni che un leader libico mettesse
piede in Europa. Quindi il primo passo verso il mondo - del calcio-
che conta è stato effettuato.
Il
contropiede vincente però Muahammar Gheddafi l’ha voluto giocare nel
principato di Monaco, splendida sede regale mediterranea, che ha
ospitato il galà organizzato dalla Fifa, dove molti paesi hanno offerto
la loro candidatura ad ospitare i mondiali di calcio del 2010. Il
centravanti di sfondamento della squadra libica sul quale il Colonnello
ha puntato tutto per accaparrarsi la possibilità di svolgere i mondiali
si chiama Al-Saadi Gheddafi ed è suo figlio.
Già capitano della squadra
nazionale e presidente della federcalcio libica, attualmente giocatore
in forza ad una squadra italiana il Perugia, Al-Saadi si propone - e
propone la sua nazione - in uno spot televisivo nel quale viene
ritratto prima in un campo di calcio e poi nel deserto, elegantemente
vestito all’occidentale. Nel corso del cerimoniale, al quale Gheddafi
Junior non ha potuto partecipare per via di un’operazione urgente
all’appendicite, ha dato la disponibilità della Libia ad un
investimento potenziale che si aggira sui nove miliardi di dollari.
In programma anche la realizzazione di
infrastrutture e di otto nuovi stadi distribuiti in sei differenti
città. La partita dunque è iniziata e, anche se non parte favorita – il
paese con maggiori possibilità resta il Sud Africa – la Libia deve
giocare un ruolo importante. Certo perché ospitare i campionati
mondiali di calcio significherebbe entrare di diritto nei paesi che
contano. La risposta arriverà dalla Fifa il 15 maggio prossimo. A
contendersi il prestigioso onore di essere la nazione che ospita i
mondiali di calcio saranno 5 paesi. L’ Egitto, che nel 2006 organizzerà
la coppa d’Africa, il Marocco, che però è penalizzato dal rischio
terrorismo, il Sud Africa, che come detto è il favorito anche per le
sue ottime infrastrutture, la Tunisia che inizialmente doveva
candidarsi con la Libia.
“ Siamo fiduciosi
– ha fatto sapere Al Saadi Gheddafi – sulle possibilità di
essere scelti. La nostra è l’offerta più seria tra tutte quelle
presentate” Ma il match che sta giocando il Colonnello è anche un
progetto di marketing internazionale. Dalla federcalcio libica fanno
sapere che per l’eventuale costruzione di stadi ed infrastrutture che
andranno ad ospitare i mondiali verranno richieste collaborazioni a
nazioni vicine. L’Italia su tutte.
Il 15 maggio tra i nomi che contano del calcio
mondiale che probabilmente sosterranno la causa libica ci
saranno anche due miti: Franz Bekembauer e Michel Platini. La
formazione sembra pronta. Adesso il Colonnello aspetta una goleada.