14/05/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Nove miliardi di dollari per sperare di ospitare i mondiali di calcio del 2010
Nazionale libicaBene, mai come in questo caso possiamo affermare che Muammar Gheddafi, leader politico e guida rivoluzionaria del popolo libico, abbia colto la palla al balzo. E’ sua infatti la decisone di partecipare alla gara ufficiale per portare la coppa del mondo di calcio in Libia. Si è parlato molto del fatto che nell’ultimo anno e mezzo sono cambiate molte cose nei rapporti fra la nazione nord africana e il resto del mondo.
 
Dopo aver giocato in difesa – senza però dimenticare qualche attacco - con il risarcimento record ai parenti delle vittime del disastro aereo di Lockerbie, che ha aiutato a migliorare i rapporti con Usa e Gran Bretagna, e l’accettazione di un forte ridimensionamento dei programmi nucleari, è arrivato il momento di incontri decisivi con i rappresentanti Usa e britannici. Tutto questo veloce processo di riappacificazione è culminato con la visita del Colonnello a Bruxelles dove è arrivato per incontrare il Presidente della Commissione europea Romano Prodi. Non accadeva da trent’anni che un leader libico mettesse piede in Europa. Quindi il primo passo verso il mondo - del calcio-  che conta è stato effettuato.
 
Il contropiede vincente però Muahammar Gheddafi l’ha voluto giocare nel principato di Monaco, splendida sede regale mediterranea, che ha ospitato il galà organizzato dalla Fifa, dove molti paesi hanno offerto la loro candidatura ad ospitare i mondiali di calcio del 2010. Il centravanti di sfondamento della squadra libica sul quale il Colonnello ha puntato tutto per accaparrarsi la possibilità di svolgere i mondiali si chiama Al-Saadi Gheddafi ed è suo figlio.
 
Già capitano della squadra nazionale e presidente della federcalcio libica, attualmente giocatore in forza ad una squadra italiana il Perugia, Al-Saadi si propone - e propone la sua nazione - in uno spot televisivo nel quale viene ritratto prima in un campo di calcio e poi nel deserto, elegantemente vestito all’occidentale. Nel corso del cerimoniale, al quale Gheddafi Junior non ha potuto partecipare per via di un’operazione urgente all’appendicite, ha dato la disponibilità della Libia ad un investimento potenziale che si aggira sui nove miliardi di dollari.
 
In programma anche la realizzazione di infrastrutture e di otto nuovi stadi distribuiti in sei differenti città. La partita dunque è iniziata e, anche se non parte favorita – il paese con maggiori possibilità resta il Sud Africa – la Libia deve giocare un ruolo importante. Certo perché ospitare i campionati mondiali di calcio significherebbe entrare di diritto nei paesi che contano. La risposta arriverà dalla Fifa il 15 maggio prossimo. A contendersi il prestigioso onore di essere la nazione che ospita i mondiali di calcio saranno 5 paesi. L’ Egitto, che nel 2006 organizzerà la coppa d’Africa, il Marocco, che però è penalizzato dal rischio terrorismo, il Sud Africa, che come detto è il favorito anche per le sue ottime infrastrutture, la Tunisia che inizialmente doveva candidarsi con la Libia.
 
“ Siamo fiduciosi – ha fatto sapere Al Saadi Gheddafi – sulle possibilità di essere scelti. La nostra è l’offerta più seria tra tutte quelle presentate” Ma il match che sta giocando il Colonnello è anche un progetto di marketing internazionale. Dalla federcalcio libica fanno sapere che per l’eventuale costruzione di stadi ed infrastrutture che andranno ad ospitare i mondiali verranno richieste collaborazioni a nazioni vicine. L’Italia su tutte.
 
Il 15 maggio tra i nomi che contano del calcio mondiale che probabilmente sosterranno la causa libica ci saranno anche due miti: Franz Bekembauer e Michel Platini. La formazione sembra pronta. Adesso il Colonnello aspetta una goleada.
 
Alessandro Grandi
Categoria: Politica, Sport
Luogo: Libia