02/03/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Primo marzo di festa al campo degli immigrati. Reportage sulle condizioni dei lavoratori stagionali nella Piana

Scritto per noi da

Melania Perciballi

Per un giorno, il campo d'accoglienza di Rosarno si è aperto a tutti: regolari e irregolari, migranti e autoctoni. I volontari dell'Osservatorio migranti Africalabria ed Equosud hanno fatto del primo marzo, giornata internazionale dei migranti, un'occasione d'incontro tra gli africani e i rosarnesi. La serata è stata dedicata a Marcus, morto nel novembre scorso all'ospedale di Lamezia per una polmonite. In programma una serata di musica e cucina africana e calabrese. Il campo d'accoglienza, aperto dal 7 febbraio in località Testa dell'Acqua, accoglie attualmente 70 migranti regolari, in 20 container da 5 posti ciascuno. Ad occuparsi della gestione del campo ci sono i nove volontari dell'associazione 'Il mio amico Jonathan'.

I ragazzi che vivono nel campo sembrano soddisfatti. Qui almeno hanno acqua, elettricità e riscaldamento. C'è anche un servizio infermeria, effettuato da un medico volontario di Rosarno. I volontari dell'associazione offrono anche un assistenza per le pratiche legali e dei corsi di alfabetizzazione. La pecca maggiore del campo è la mancanza di uno spazio di socializzazione: tra un container e l'altro, c'è solo una distesa di sabbia. Le richieste dei volontari e del comune per avere un tendone o un gazebo da utilizzare per delle attività sono finora rimaste disattese dalla Regione.
Purtroppo, il campo ospita solo una piccola parte dei lavoratori stagionali che sono arrivati a Rosarno per la raccolta degli agrumi. Altri 700 sono sparsi per la città, in appartamenti sovraffollati nel centro abitato o in casolari abbandonati nelle campagne. E qui le condizioni di vita sono molto più precarie. Spesso sono costretti a fare chilometri a piedi per avere l'acqua. Qualcuno racconta di andare in treno fino a Reggio Calabria, per poter fare una doccia calda nella sede della Caritas.
E intanto continuano gli arresti a casaccio nella Piana. L'ultimo alcuni giorni fa: due "irregolari" arrestati nel casolare in cui vivevano dai carabinieri di Laureana di Borrello, per essere rilasciati qualche ora dopo con un decreto di espulsione.
Ad aiutare i migranti, ci sono sempre i volontari: l'Osservatorio migranti Africalabria e Mamma Africa, che con l'aiuto di altre signore rosarnesi e degli scout continua a preparare fino a 200 pasti ogni domenica. Il martedì e il sabato, c'è invece la mensa della Caritas a via Convento.

Quest'anno, alcuni migranti sono riusciti ad ottenere un contratto stagionale, ma spesso i datori di lavoro dichiarano all'Inps meno giornate di quelle effettivamente svolte. La Flai Cgil ha finalmente messo in campo un'iniziativa per smascherare questi abusi. "Ma non è facile dimostrarli", racconta Renato Fida della Flai di Gioia Tauro, "avremmo i dati ufficiali dell'Inps relativi al primo semestre del 2011, soltanto nel mese di maggio. E solo allora potremmo contattare i lavoratori per scoprire se i dati comunicati corrispondono alla realtà. In caso contrario, sarà il lavoratore a decidere se denunciare. E c'è il rischio che, nel frattempo, il lavoratore in questione si sia spostato in altre città d'Italia".
Per tutti, con o senza contratto, il problema maggiore è la mancanza di lavoro. Finita la raccolta delle clementine, a febbraio e marzo restano solo le arance da industria che, a causa dei prezzi in ribasso, molti proprietari decidono di lasciare sugli alberi.
Quando va bene, si lavora 2 o 3 volte a settimana. La paga è sempre quella: 25 euro al giorno. E così in molti stanno lasciando Rosarno, per raggiungere le campagne siciliane o pugliesi, per la semina dei pomodori. E ormai un'opinione diffusa che non si possa risolvere la situazione dei migranti, senza risollevare l'economia della Piana. Gli agricoltori affermano che finché i prezzi resteranno bassi, sarà impossibile retribuire adeguatamente i lavoratori.

Una strada per uscire dalla crisi la indica Equosud, un consorzio di piccoli produttori e artigiani calabresi che si sono uniti per sottrarsi al giogo della grande distribuzione. Affidandosi alla filiera corta e alla rete dei Gruppi di Acquisto Solidale, Equosud riesce a garantire prezzi più bassi per i consumatori e più remunerativi per i produttori. I produttori, a loro volta, devono assicurare la qualità organolettica del prodotto e la giusta remunerazione dei lavoratori, ma anche un impegno a difesa del territorio in cui operano, contro le aggressioni ambientali a cui è sottoposto.
La campagna Sos Rosarno, lanciata un mese fa da Equosud, ha già avuto un riscontro mediatico e commerciale importante. I prezzi sono di un euro al chilo per le arance da tavola, 80 centesimi per quelle da succo, 1,20 euro per i mandarini e le clementine. Dopo la vendita a dei cittadini di Budrio, due camion pieni di arance stanno ora raggiungendo i Gruppi di acquisto solidale di Roma, Terni, Siena e Brescia.

Parole chiave: rosarno, accoglienza, italia, migranti, stagionali
Categoria: Diritti, Migranti
Luogo: Italia