18/05/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Libere di sposarsi e di divorziare? Difficile crederci
Donna È questo il timore di molti marocchini laici, appartenenti al ceto medio metropolitano.
 
Ovviamente nessuno nega che la recente approvazione da parte del Parlamento del Marocco della nuova Moudawana, il codice della famiglia, sia un indiscutibile passo avanti verso l’emancipazione femminile e il riconoscimento dei diritti fondamentali della persona umana. Tuttavia l’iniziativa scuote dalle fondamenta una società prevalentemente agricola, fondata ancora su un modello patriarcale, ancorata a valori maschilisti, e caratterizzata da un alto grado di analfabetismo: nelle campagne oltre l’86 per cento delle donne non sanno né leggere né scrivere. E, di conseguenza, gli esiti di questa rivoluzione sono imprevedibili.
 
Mentre le militanti femministe esultano (e, dopo una lotta durata vari decenni, è comprensibile che lo facciano), coloro che si occupano di educazione e da anni tengono corsi di alfabetizzazione, specie nelle zone rurali, replicano: “Forse sarebbe stato molto meglio iniziare da qui, dai banchi di scuola. Se Mohammed VI avesse dato alle donne innanzitutto l’istruzione, poi si sarebbero conquistate da sole i loro diritti”.Ma tanti altri sono invece convinti che questa nuova legge possa fare da traino a tutto il resto. E poi è innegabile che l’onda lunga della globalizzazione dei mercati e dell’informazione – per non parlare di internet – abbia un forte impatto anche sulle società arabe tradizionali. Quindi il processo di emancipazione e di alfabetizzazione delle donne, pur lentissimo, è progressivo e inarrestabile.
 
Fra i Paesi del Maghreb e del Medio Oriente, c’è chi è un passo indietro e chi uno avanti. Uno dei più progrediti è la Tunisia che, sin dal 1956, ha intrapreso la strada della modernizzazione delle leggi relative alle relazioni famigliari. Ispirandosi all’approccio dei grandi riformatori musulmani, tra cui Tahar Haddad, si è dotata di un Codice di Statuto Personale epurato delle ineguaglianze più flagranti nei confronti delle donne: l’abolizione della poligamia, la soppressione della tutela e della costrizione matrimoniale, l’introduzione del divorzio. Dalla Tunisia all’Egitto dove le statistiche sulla crescita dei divorzi sono raddoppiate nel decennio ’90, e sono addirittura quadruplicate tra il 2000 e il 2002. L’impressione è che tutti questi Paesi si guardino reciprocamente e, a questo punto, nessuno possa più tornare indietro.
 
Ecco l'intervista che ci ha rilasciato Aicha Belarbi, psico-sociologa, ex ambasciatrice del Regno del Marocco presso l'Unione Europea ed ex ministra per la Cooperazione internazionale. (Vai all'intervista)
 
Alessandra Garusi
Categoria: Diritti, Donne
Luogo: Marocco