01/03/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Secondo fonti del Cremlino, Gheddafi è un leader politicamente morto e deve farsi da parte. Ma il ministro degli Esteri Lavrov raccomanda prudenza

Il Cremlino scarica Muammar Gheddafi: una fonte della presidenza russa ha riferito all'agenzia Interfax quella che è la linea politica che Mosca intende seguire sulla crisi libica. Una posizione dura, quella russa, nei confronti del leader libico, che viene definito "un cadavere, da un punto di vista politico, incapace di tornare a sedere tra i leader del mondo civilizzato".


Al vertice russo, in particolar modo al presidente Dmitri Medvedev, non è affatto piaciuto il ricorso alla forza e alla brutalità contro il proprio stesso popolo, da parte del colonnello libico.


Eppure, proprio la Russia - come la Cina - viene percepita come una potenza che potrebbe intralciare un eventuale intervento militare sotto l'egida delle Nazioni Unite, dal momento che Mosca e Pechino, in quanto membri del Consiglio di Sicurezza, detengono il potere di veto.


In questo senso, erano state lette le parole pronunciate dal ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, il quale questa mattina, da Ginevra, aveva risposto ai cronisti che gli chiedevano di una eventuale imposizione di una no fly zone sui cieli libici da parte dell'Onu, sostenendo che la comunità internazionale al momento deve preoccuparsi di far rispettare la risoluzione adottata sabato.

Più che inasprire le misure contro il regime libico, come la no fly zone appunto, si deve insistere sulla diplomazia. Questo il senso delle parole del ministro, il quale ha precisato di non aver affrontato la questione nel corso del colloquio avuto ieri con il suo omologo americano, il Segretario di Stato Hillary Clinton.

Categoria: Diritti, Guerra, Politica, Popoli
Luogo: Libia