04/06/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Riqualificazione urbanistica e speranza di una vita migliore per migliaia di abitanti
Il CairoGuardando fuori dalla finestra della sua piccola e diroccata casa nella Cairo vecchia, tutto ciò che la signora Moza Gouda era abituata a vedere era un'enorme e spoglia montagna di sporcizia con mucchi di spazzatura ai margini. Adesso invece vede fiori d’arancio, un tappeto d’erba e molte palme appena piantate che delineano l’orizzonte. “Questa visuale è cosi bella,” dice questa donna, madre di quattro figli. “Prima c’erano solo sporcizia, topi e polvere.”
 
La signora Gouda vive nei pressi di Al Azhar Park, il parco di 74 acri situato su ciò che per anni è stato un mucchio di spazzatura nel mezzo del vecchio centro storico del Cairo. I costruttori speravano che il parco, la cui apertura è prossima, portasse la boccata d’ossigeno tanto desiderata in questa inquinatissima megalopoli di 17 milioni d’abitanti, la più grande d’Africa e sicuramente una delle più congestionate città del mondo. Hanno lavorato sodo affinchè il parco possa aiutare a riattivare un quartiere urbano problematico (e un importante nucleo storico), in cui si trovano alcuni dei più importanti monumenti islamici del mondo.
 
Al Azhar Park“C’è bisogno di riattivare una città storica trascurata in un modo che migliori la qualità della vita della popolazione che ci vive,” dice Amyn Ahamed, un operatore per l’informazione che lavora nell’Aga Khan Trust per la Cultura, un’agenzia privata con sede a Ginevra che ha finanziato e sorvegliato il progetto. Se da una parte c’è bisogno d’ulteriori progetti di questo tipo, dall’altra molte città hanno già goduto dei benefici dati dagli spazi verdi recuperati. I parchi hanno aiutato a ringiovanire aree rovinate da Atlanta a Montreal ad Atene e Manchester, in Inghilterra. Non solo si aggiungono aree verdi per lo svago, ma si favorisce il commercio e il turismo, dicono gli esperti, e viene stimolato anche  il mercato immobiliare.
 
“Creare parchi aumenta sostanzialmente la vivibilità di un’area e il numero di persone che sono pronte a pagare per vivere nelle proprietà che la circondano”, dice Susan Wachter, co-direttore dei lavori. “Questi cambiamenti sono fra i più importanti investimenti che le città possano fare per migliorare la qualità della vita dei loro cittadini.” Terminato nel 2000, La Villette Park, situato a Parigi presso un quartiere in larga parte d’immigrati, attira gente da tutta la città per i suoi musei e sale da concerto.
 
E quando il Bryant Park ha aperto nel 1992 a New York, il tasso di criminalità, in quella che era una zona di guerra urbana, è sceso del 92 per cento. I visitatori annuali del parco sono raddoppiati. Ciò che determina maggiormente il successo di questi progetti dipende dai finanziamenti e dalla cultura delle persone che lo popolano. Inoltre, come in ogni altro progetto di sviluppo, la manutenzione e la continuità sono una grande sfida.
 
Il nuovo parco di Al Azhar al Cairo, la cui costruzione è iniziata nel 1997, possiede un design che s’integra al patrimonio islamico dell’area. Costata circa 30 milioni di dollari, l’area verde include un orto d’agrumi e file di palme. Un lungo sentiero in marmo, con un disegno di tipo islamico porta alla splendida vista della cittadella del Cairo e della moschea di Mohammed Ali (la più bella e importante della città) che sta di fronte alla collina. Il parco include inoltre un campo giochi, campi sportivi, un anfiteatro, e un ristorante islamico.
 
Per creare lo spazio verde, che è stato per anni un mucchio di immondizie e di sporcizia, sono state rimosse migliaia di tonnellate di detriti e terra. Grazie alla riqualificazione della zona è stato possibile scoprire e restaurare un miglio delle mura antiche che circondavano Il Cairo. La vera sfida per i costruttori però è stata quella per l’irrigazione. A causa del clima molto caldo e poco piovoso della città egiziana, l’irrigazione si è dimostrata una grande sfida, i costruttori del parco hanno affrontato il problema installando un sistema sofisticato con un controllo centrale che si occupa del monitoraggio delle condizioni atmosferiche in modo da assicurarsi che sia utilizzato solo l’esatto quantitativo d’acqua necessario.
 
Gli osservatori sostengono che il risultato sia impressionante. “Sembra un progetto per un parco di tipo monumentale” commentano gli esperti. Quello che aiuta solitamente i progetti come questo di Al Azhar ad avere successo, dicono gli specialisti, è la buona manutenzione, il finanziamento adeguato e una competente amministrazione. Convincere la popolazione a partecipare allo sviluppo e la manutenzione del parco, aggiungono, è pure essenziale, altrimenti quest’ultimo rimane sotto utilizzato, e alla fine si deteriora.
 
Oltre al restauro di diversi monumenti storici nell’adiacente comunità di Darb Al Ahmar, il progetto del parco Al Azhar include attività di tipo sociale per questo quartiere povero, sovrappopolato, con case in pessime condizioni e stradine piccole e sporche. Queste attività, grazie ad ulteriori finanziamenti da fonti esterne, includono addestramento al lavoro e servizi sanitari. Gli organizzatori del progetto considerano essenziali questi programmi per il successo del piano di riqualifica.
 
“Non possiamo intervenire per migliorare lo spazio fisico di un area– il parco, le mura, il restauro dei monumenti- a meno che coinvolgiamo le persone,” dice Hany Atalla, il project manager di Darb Al Ahmar. “Lo sviluppo sociale offre, a questo progetto, una maggior possibilità di successo.” Ma convincere i residenti a cooperare non è sempre facile. Troppo spesso hanno provato a sfruttare i fondi che confluiscono nel quartiere. Di recente alcuni residenti hanno attaccato i membri dell’organizzazione con lancio di pietre e coltelli, chiedendo più denaro per la vendita delle loro case situate vicino all’ingresso del parco.
 
“Questi sono problemi che vengono fuori ogni giorno”, fa sapere dall’organizzazione. “Stiamo cercando di negoziare con la gente, ma vogliono sfruttare la situazione.” Nel frattempo il direttore generale del progetto, Mohamed el-Mikawi, dice che, grazie agli introiti dei due ristoranti del parco, al costo d’ingresso di circa sessanta centesimi, agli eventi, ai centri commerciali e complessi alberghieri di prossima costruzione, il parco dovrebbe generare abbastanza entrate da mantenersi da sè.
 
Alessandro Grandi
Categoria: Popoli
Luogo: Egitto
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