Riqualificazione urbanistica e speranza di una vita migliore per migliaia di abitanti
Guardando fuori
dalla finestra della sua piccola e diroccata casa nella Cairo vecchia,
tutto ciò che la signora Moza Gouda era abituata a vedere era un'enorme
e spoglia montagna di sporcizia con mucchi di spazzatura ai
margini. Adesso invece vede fiori d’arancio, un tappeto d’erba e molte
palme appena piantate che delineano l’orizzonte.
“Questa visuale è cosi bella,” dice questa donna, madre di quattro
figli. “Prima c’erano solo sporcizia, topi e polvere.”
La signora Gouda vive nei pressi di Al Azhar Park, il parco
di 74 acri situato su ciò che per anni è stato un mucchio di spazzatura
nel mezzo del vecchio centro storico del Cairo. I costruttori speravano
che il parco, la cui apertura è prossima, portasse la boccata
d’ossigeno tanto desiderata in questa inquinatissima megalopoli di 17
milioni d’abitanti, la più grande d’Africa e sicuramente una delle più
congestionate città del mondo. Hanno lavorato sodo affinchè il
parco possa aiutare a riattivare un quartiere urbano
problematico (e un importante nucleo storico), in cui si trovano alcuni
dei più importanti monumenti islamici del mondo.
“C’è bisogno di riattivare una città storica
trascurata in un modo che migliori la qualità della vita della popolazione che
ci
vive,” dice Amyn Ahamed, un operatore per l’informazione che lavora
nell’Aga Khan Trust per la Cultura, un’agenzia
privata con sede a Ginevra che ha finanziato e sorvegliato il progetto.
Se da una parte c’è bisogno d’ulteriori progetti di questo tipo,
dall’altra molte città hanno già goduto dei benefici dati dagli spazi
verdi recuperati. I parchi hanno aiutato a ringiovanire aree rovinate
da Atlanta a Montreal ad Atene e Manchester, in Inghilterra. Non solo
si aggiungono aree verdi per lo svago, ma si favorisce il
commercio e il turismo, dicono gli esperti, e viene stimolato
anche il mercato immobiliare.
“Creare parchi aumenta
sostanzialmente la vivibilità di un’area e il numero
di persone che sono pronte a pagare per vivere nelle proprietà che la
circondano”, dice Susan Wachter, co-direttore dei lavori. “Questi
cambiamenti sono fra i più importanti investimenti che le città possano
fare per migliorare la qualità della vita dei loro cittadini.”
Terminato nel 2000, La Villette Park, situato a Parigi presso un
quartiere in larga parte d’immigrati, attira gente da tutta la città
per i suoi musei e sale da concerto.
E
quando il Bryant Park ha aperto nel 1992 a New York, il tasso di
criminalità, in quella che era una zona di guerra urbana, è sceso del
92 per cento. I visitatori annuali del parco sono raddoppiati. Ciò che
determina maggiormente il successo di questi progetti dipende dai
finanziamenti e dalla cultura delle persone che lo popolano. Inoltre,
come in ogni altro progetto di sviluppo, la manutenzione e la
continuità sono una grande sfida.
Il nuovo
parco di Al Azhar al Cairo, la cui costruzione è iniziata nel
1997, possiede un design che s’integra al patrimonio islamico
dell’area. Costata circa 30 milioni di dollari, l’area verde include un
orto d’agrumi e file di palme. Un lungo sentiero in marmo, con un
disegno di tipo islamico porta alla splendida vista della cittadella
del Cairo e della moschea di Mohammed Ali (la più bella e importante
della città) che sta di fronte alla collina. Il parco include inoltre
un campo giochi, campi sportivi, un anfiteatro, e un ristorante
islamico.
Per creare lo spazio verde,
che è stato per anni un mucchio di immondizie e di
sporcizia, sono state rimosse migliaia di tonnellate di detriti e
terra. Grazie alla riqualificazione della zona è stato possibile
scoprire e restaurare un miglio delle mura antiche che circondavano Il
Cairo. La vera sfida per i costruttori però è stata quella per
l’irrigazione. A causa del clima molto caldo e poco piovoso della città
egiziana, l’irrigazione si è dimostrata una grande sfida, i costruttori
del parco hanno affrontato il problema installando un sistema
sofisticato con un controllo centrale che si occupa del monitoraggio
delle condizioni atmosferiche in modo da assicurarsi che sia utilizzato
solo l’esatto quantitativo d’acqua necessario.
Gli osservatori sostengono che il
risultato sia impressionante. “Sembra un progetto per un parco di tipo
monumentale” commentano gli esperti. Quello che
aiuta solitamente i progetti come questo di Al Azhar ad avere successo,
dicono gli specialisti, è la buona manutenzione, il finanziamento
adeguato e una competente amministrazione. Convincere la popolazione a
partecipare allo sviluppo e la manutenzione del parco, aggiungono, è
pure essenziale, altrimenti quest’ultimo rimane sotto utilizzato, e
alla fine si deteriora.
Oltre al restauro
di diversi monumenti storici nell’adiacente comunità di Darb Al Ahmar,
il progetto del parco Al Azhar include attività di tipo sociale per
questo quartiere povero, sovrappopolato, con case in pessime condizioni
e stradine piccole e sporche. Queste attività, grazie ad ulteriori
finanziamenti da fonti esterne, includono addestramento al lavoro
e servizi sanitari. Gli
organizzatori del progetto considerano essenziali questi programmi per
il successo del piano di riqualifica.
“Non
possiamo intervenire per migliorare lo spazio fisico di un area– il
parco, le mura, il restauro dei monumenti- a meno che coinvolgiamo le
persone,” dice Hany Atalla, il project manager di Darb Al Ahmar. “Lo
sviluppo sociale offre, a questo progetto, una maggior possibilità di
successo.” Ma convincere i residenti a cooperare non è sempre facile.
Troppo spesso hanno provato a sfruttare i fondi che confluiscono nel
quartiere. Di recente alcuni residenti hanno attaccato i membri
dell’organizzazione con lancio di pietre e coltelli, chiedendo più
denaro per la vendita delle loro case situate vicino all’ingresso del
parco.
“Questi sono problemi che vengono
fuori ogni giorno”, fa sapere dall’organizzazione. “Stiamo cercando di
negoziare con la gente, ma vogliono sfruttare la situazione.” Nel
frattempo il direttore generale del progetto, Mohamed el-Mikawi, dice
che, grazie agli introiti dei due ristoranti del parco, al costo
d’ingresso di circa sessanta centesimi, agli eventi, ai centri
commerciali e complessi alberghieri di prossima costruzione, il parco
dovrebbe generare abbastanza entrate da mantenersi da sè.