Per la prima volta potrebbe vincere un presidente di sinistra. Come in Brasile.
Dal nostro corrispondente Cecilia González

Mai come oggi, in Uruguay, la sinistra vive l’illusione di vincere, per la prima
volta nella sua storia, la presidenza del Paese.
Quello di domenica sarà il suo terzo tentativo (i primi risalgono al 1994 e al
1999). E a condurlo è Tabaré Vázquez, 64 anni, noto medico oncologo, già sindaco
di Montevideo, candidato di Alianza Encuentro Progresista-Frente Amplio-Nueva Mayorìa, una coalizione di più di 15 partiti o gruppi politici di sinistra. I sondaggi
lo danno vincitore al 52 - 53 per cento: quanto basta per ottenere la presidenza
al primo colpo.
Ma se Vázquez dovesse ottenerne meno del 50 per cento più uno dei voti, andrà
incontro ad una seconda tornata elettorale, il prossimo 28 novembre, contro il
suo probabile avversario Jorge Larrañaga, del Partido Nacional Blanco (centro-destra).
Nelle primarie, che si sono tenute alla fine di giugno, ogni partito ha scelto
il suo candidato. I Colorados hanno nominato l’ex ministro dell’interno Guillermo Stirling. I Blancos, il senatore Jorge Larrañaga.
Già nel 1999, Vázquez vinse il primo turno con il 40 percento dei voti. Perse
però il successivo ballottaggio con il candidato del Partido Colorado (centro-destra), Jorge Battle, che infatti divenne presidente grazie ad un’alleanza
stretta con il Partido Blanco.

Oggi, si riaccende quindi la speranza in un Paese che per oltre mezzo secolo
ha visto la propria vita politica monopolizzata dai
Blancos e dai
Colorados. Non a caso, i due partiti hanno anticipato che in caso di ballottaggio dopo
il voto di domenica, torneranno ad allearsi per impedire che la sinistra giunga
alla presidenza.
“Il declino del Partido Colorado risponde alla stanchezza della società verso la vecchia classe politica”, ha
spiegato Gerardo Caetano, direttore dell’Istituto di Scienze Politiche dell’università
di Montevideo.
“Tutto ciò –continua- è parte della crisi che stanno attraversando i due maggiori
partiti uruguaiani, che da più di mezzo secolo hanno ingessato la vita politica
del Paese all’interno di un rigido schema bipartitico.
Nel declino di Battle, inoltre, ha giocato moltissimo la mancanza di reazione
del governo di fronte alla crisi economica di cui ha sofferto il Paese nel 2002,
la più grave di tutta la sua storia, che ha costretto migliaia di uruguaiani
a cercare un futuro migliore in altre terre”.
A questa ‘caduta’ è corrisposta, negli ultimi anni, una crescita della sinistra,
che in Uruguay ha una storia brevissima, di soli 33 anni: il Frente Amplio, infatti, nacque nel 1971, quando Liber Seregni si presentò come candidato alla
presidenza in un’elezione dove ottenne il 18 per cento dei voti.
Durante la dittatura militare che governò il Paese dal 1973 al 1985, la sinistra
fu eliminata. Potè recuperare uno spazio politico solo anni più tardi, con il
ritorno alla democrazia.