29/10/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Per la prima volta potrebbe vincere un presidente di sinistra. Come in Brasile.
 
Dal nostro corrispondente Cecilia González
 
Mai come oggi, in Uruguay, la sinistra vive l’illusione di vincere, per la prima volta nella sua storia, la presidenza del Paese.
Quello di domenica sarà il suo terzo tentativo (i primi risalgono al 1994 e al 1999). E a condurlo è Tabaré Vázquez, 64 anni, noto medico oncologo, già sindaco di Montevideo, candidato di Alianza Encuentro Progresista-Frente Amplio-Nueva Mayorìa, una coalizione di più di 15 partiti o gruppi politici di sinistra. I sondaggi lo danno vincitore al 52 - 53 per cento: quanto basta per ottenere la presidenza al primo colpo.
Ma se Vázquez dovesse ottenerne meno del 50 per cento più uno dei voti, andrà incontro ad una seconda tornata elettorale, il prossimo 28 novembre, contro il suo probabile avversario Jorge Larrañaga, del Partido Nacional Blanco (centro-destra).
 
Nelle primarie, che si sono tenute alla fine di giugno, ogni partito ha scelto il suo candidato. I Colorados hanno nominato l’ex ministro dell’interno Guillermo Stirling. I Blancos, il senatore Jorge Larrañaga.
Già nel 1999, Vázquez vinse il primo turno con il 40 percento dei voti. Perse però il successivo ballottaggio con il candidato del Partido Colorado (centro-destra), Jorge Battle, che infatti divenne presidente grazie ad un’alleanza stretta con il Partido Blanco.
 
Oggi, si riaccende quindi la speranza in un Paese che per oltre mezzo secolo ha visto la propria vita politica monopolizzata dai Blancos e dai Colorados. Non a caso, i due partiti hanno anticipato che in caso di ballottaggio dopo il voto di domenica, torneranno ad allearsi per impedire che la sinistra giunga alla presidenza.
 
“Il declino del Partido Colorado risponde alla stanchezza della società verso la vecchia classe politica”, ha spiegato Gerardo Caetano, direttore dell’Istituto di Scienze Politiche dell’università di Montevideo.
“Tutto ciò –continua- è parte della crisi che stanno attraversando i due maggiori partiti uruguaiani, che da più di mezzo secolo hanno ingessato la vita politica del Paese all’interno di un rigido schema bipartitico.
Nel declino di Battle, inoltre, ha giocato moltissimo la mancanza di reazione del governo di fronte alla crisi economica di cui ha sofferto il Paese nel 2002, la più grave di tutta la sua storia, che ha costretto migliaia di  uruguaiani a cercare un futuro migliore in altre terre”.
A questa ‘caduta’ è corrisposta, negli ultimi anni, una crescita della sinistra, che in Uruguay ha una storia brevissima, di soli 33 anni: il Frente Amplio, infatti, nacque nel 1971, quando Liber Seregni si presentò come candidato alla presidenza in un’elezione dove ottenne il 18 per cento dei voti.
Durante la dittatura militare che governò il Paese dal 1973 al 1985, la sinistra fu eliminata. Potè recuperare uno spazio politico solo anni più tardi, con il ritorno alla democrazia.
        
 
Categoria: Elezioni
Luogo: Uruguay