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Il Movimento islamico per il cambiamento in Libia ha lanciato un appello, attraverso le pagine del quotidiano Asharq Al-Awsat, ai piloti dell'aviazione nazionale chiedendo loro di compiere un gesto che sostengono restituirebbe al popolo indipendenza e libertà: bombardare "la testa del serpente" ossia il covo di Gheddafi a Bab al-Azizia. Un altro invito è stato rivolto agli Stati arabi ed alla comunità internazionale affinchè intervengano in aiuto dei manifestanti, travolti nella spirale di violenze scatenata dal rais che non è disposto a cadere senza trascinare l'intera Libia con sé.
Il Movimento si dice stupito "per il silenzio dei governi occidentali e la mancanza di chiarezza circa le loro posizioni, in particolare per quanto riguarda il governo italiano. Tutti sanno dell'amicizia personale tra il primo ministro italiano ed il Colonnello Gheddafi e noi sosteniamo l'appello proveniente da alcuni giovani di interrompere l'esportazione di petrolio verso l'Italia come messaggio chiaro al governo italiano che capisce solo il linguaggio degli interessi". Nel testo vengono accusati "piloti stranieri" che, asservendosi come mercenari agli ordini del rais, si sarebbero resi "complici della "campagna di genocidio contro il popolo libico".
Il comunicato si conclude con un messaggio di speranza: il movimento sostiene che il popolo non è mai stato unito quanto lo è oggi e che i libici "accetteranno la mano di chiunque offrirà loro aiuto in questo momento critico delle loro storia".