23/02/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Ad Atene gli agenti hanno risposto ai lanci di pietre dei manifestanti con un uso massiccio di gas lacrimogeni

Esplodono gli scontri ad Atene, nel corso di uno sciopero di ventiquattro ore che ha paralizzato la Grecia. Una vera e propria battaglia è scoppiata di fronte al Parlamento, che ha visto gli agenti rispondere agli attacchi dei dimostranti con un uso massiccio di gas lacrimogeni. Le violenze - durate circa una mezz'ora - sono cominciate quando un gruppo di manifestanti ha cominciato a lanciare pietre, bottiglie e petardi contro i poliziotti.

Allo sciopero di oggi - indetto da tutti i sindacati - hanno partecipato decine di migliaia di persone, sia nella capitale che in altre città. Nei cortei si scandivano slogan contro i tagli al bilancio messi in atto dal governo, nell'ambito del piano generale di austerity che costituisce una condizione imprescindibile per godere degli aiuti finanziari internazionali. Striscioni di protesta anche contro il Primo ministro Papandreou, del quale si reclamavano le dimissioni.

Il leader storico della sinistra, Alekos Alavanos, ha sollecitato i connazionali a occupare piazza Syntagma fino a fare di Atene una replica del Cairo, e di Papandreu il nuovo Mubarak. Proprio per impedire che ciò accadesse, secondo alcuni dimostranti, la polizia ha scelto di fare un uso ingente di gas lacrimogeni, così da disperdere facilmente la folla.