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Lo scorso lunedì il governo senegalese ha negato ogni possibilità di organizzare un referendum per l'autodeterminazione e l'indipendenza della regione del Casamance, nel sudt del Paese. La richiesta era stata inoltrata all'Unione africana da un leader del movimento delle forze democratiche della Casamance (Mfdc), il maggior gruppo separatista nazionale. Un portavoce del governo, Moustapha Guirassy, ha fatto sapere attraverso il quotidiano senegalese Le Soleil che la situazione della Casamance non è comparabile a quella sudanese perche "il Senegal, al contrario del Sudan, ha un contratto sociale fondato sulla laicità, la democrazia, le libertà di opinione e di culto".
La regione, separata dal resto del paese dal Gambia, è percorsa dal 1982 da moti per l'indipendenza. L'accordo di pace raggiunto nel 2004 non è stato riconosciuto da alcune frange separatiste che proseguono tutt'ora la lotta armata: negli ultimi due mesi nella regione sono stati uccisi almeno 15 soldati.
Il governo senegalese ha tagliato le relazioni con la repubblica islamica iraniana, accusandola attraverso un comunicato televisivo di fornire armi alla resistenza. Durante lo scorso ottobre erano stati sequestrati mortai e razzi ad un presunto membro della guardia rivoluzionaria iraniana in Nigeria che è poi stato processato. Teheran non si è ancora pronunciata sull'accaduto.