22/02/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



L'Amministrazione federale delle entrate pubbliche argentine (Afip) ha perquisito lunedì la multinazionale di lavoro interinale Adecco che si occupa in particolare di trovare lavoratori agricoli a tempo determinato. Un'azione scattata dopo che l'azienda è stata denunciata il mese scorso per aver impiegato in modo illegale 140 persone poi costrette con la forza a lavorare in condizioni disumane. Le perquisizioni sono scattate in tre differenti sedi dell'azienda. Un operativo lanciato per ordine del giudice di Cordoba, Ricardo Bustos Fierro, che ha dato mandato di acquisire tutta la documentazione relativa al reclutamento di ogni singolo lavoratore. E come volevasi dimostrare sono saltate all'occhio molte irregolarità. "Sono stati trovai contratti in bianco, senza date, o remunerazioni prestabilite, né luogo di lavoro, eppure regolarmente sottoscritti dai lavoratori impiegati in compiti agricoli", ha spiegato Bustos.

In un comunicato, l'Afip ha anche precisato che è emersa l'esistenza di accampamenti dove gli operai vivevano "senza il rispetto delle minime condizioni igieniche e di sicurezza" e dove "erano obbligati a dormire in una specie di nicchia di lamiera senza finestre né isolanti termici". L'intento dell'Amministrazione federale delle entrate pubbliche è stata racimolare le prove che attestino l'esistenza di illeciti e determinare l'identità dei responsabili. Tutto il materiale sequestrato diverrà prova pertinente davanti alla Giustizia ordinaria e si potrà anche quantificare eventuali debiti della multinazionale con il fisco argentino.

La denuncia contro Adecco è scattata il 29 gennaio scorso in una prefettura di Cordoba. Il giorno dopo, le autorità dell'Adip hanno iniziato a raccogliere prove e il 31 Adecco è stato avvertita dell'inizio del provvedimento.
Questa non è comunque la prima multinazionale legata al lavoro in schiavitù. Negli ultimi mesi, autorità governative hanno segnalato anche Dupont e Nidera perché tenevano un gruppo di contrattualizzati in condizioni insalubri e inumane. 

La presidente Cristina Fernández è subito intervenuta per condannare questo modus operandi, incitando i lavoratori a difendere, con il governo, i loro diritti, senza farsi sfruttare. "E' una vergogna per la dignità umana e nazionale venire a conoscenza di simili fatti. È responsabilità del movimento operaio continuare a difendere gli interessi dei lavoratori, ma senza scordare che è stato questo governo ad aver aumentato varie volte il salario minimo".  Secondo fonti ufficiali, in Argentina solo quest'anno sono stati scoperti cinque casi di lavoro in schiavitù, ora sotto il vaglio della magistratura. 

 

 

Stella Spinelli

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