21/06/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Lo stato d'israele dovrà combattere una nuova forma di discriminazione: quella dei ghetti
Strada di Tel AvivLa discriminazione in atto in Israele nei confronti dei palestinesi (e viceversa) è nota a tutti da molto tempo ormai. La cosa che più fa riflettere è quella che anche fra israeliani ci sono atteggiamenti discriminatori.
 
Ci fa riflettere Nizar Ramadan dalle pagine del sito in italiano al jazira.it nel quale viene messo in luce questo aspetto della società israeliana. I contrasti etnici che esistono tra ebrei d’Israele sono un elemento di vitale importanza per capire meglio la crisi che sta attraversando la vita politica e sociale in quel Paese. Ad esempio prendiamo in considerazione i ghetti israeliani.
 
Sono agglomerati urbani che di fatto separano i componenti di una determinata parte da tutti gli altri. Per fare un esempio, possiamo dire che esistono intere zone occupate dagli ebrei Ashkenaziti (quelli occidentali) e altri abitati solo da ebrei Sefarditi (quelli orientali). Poi ovviamente ce ne sono altri: ad esempio i ghetti abitati solo ed esclusivamente da ebrei provenienti dall’ex Urss e quelli degli immigrati dall’Etiopia (Falascià).
 
A livello sociale la discriminazione fra ebrei si avverte maggiormente. Gli Ashkenaziti ad esempio occupano le cariche pubbliche di maggior peso come i vertici del Mossad, i ministeri della Difesa e della sicurezza interna. Molto di rado accade che queste cariche vengano assunte da esponenti di altri gruppi. Le differenze e le divisioni che esistono a livello amministrativo sono maggiormente evidenziate nella vita di tutti i giorni e mettono ancor più a rischio la stabilità sociale del Paese di Sharon.
 
In un articolo apparso sul giornale israeliano Yedioth Ahronoth si racconta di una vicenda alquanto singolare. Un raggruppamento di ebrei russi dislocati nella zona dell’insediamento di Kiriat Gat ha fatto causa presso il tribunale di Ashqelon ad una famiglia di origine etiope. Al rifiuto del giudice sulla richiesta degli ebrei russi di mandare via dall’insediamento la famiglia di origine etiope ci sono stati scontri che hanno causato il ferimento di diverse persone.
 
Questo è solo un esempio ma le notizie che arrivano da Gerusalemme parlano di decine di avvenimenti analoghi. Intere famiglie di israeliani religiosi che rifiutano la presenza di immigrati provenienti dalle zone del Maghreb sono al vaglio delle associazioni per la protezione dei diritti del cittadino.
 
Nu‘man ‘Amr, palestinese, professore di Storia contemporanea all’Università di Gerusalemme, rinforza l’idea che “tra le cause dello sviluppo di questo fenomeno vi sono le numerose tendenze, ideologiche e religiose, cui appartengono quegli ebrei, giunti da vari luoghi del mondo, difficilmente armonizzabili in un unico ordine sociale. Quindi la separazione resterà, in particolare perché la Legge fondamentale dello Stato piuttosto che porre limiti a questo elemento di crisi, al contrario, lo alimenta. Così i prossimi anni vedranno una crescita di questo fenomeno”.
 
Insomma in Israele le barriere non sono solo quelle che si costruiscono per dividere i palestinesi dai coloni, ma ci sono barriere che dividono il popolo stesso d’Israele. Una battaglia in più per la società civile di Tel Aviv.
 
Alessandro Grandi
Categoria: Muri
Luogo: Israele - Palestina