21/02/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Sarebbero molti i testimoni che avrebbero confermato la notizia

22 febbraio.

 

All'alba di questa mattina aerei militari libici sono tornati a bombardare i manifestanti riuniti a Tripoli. Lo riporta Press tv citando testimoni. La notizia è stata ripresa anche da testimoni ai microfoni dell'emittente Al Jazeera.

Ventidue secondi per Muammar Gheddafi in tv, sotto un ombrello, a bordo di un precario fuoristrada. “Sono a Tripoli, non in Venezuela”, ha detto alla tv libica, ripresa dalla tv satellitare Al Arabiya. “Vado ad incontrare i giovani nella piazza Verde. È giusto che vada per dimostrare che sono a Tripoli e non in Venezuela: non credete a quelle televisioni che dipendono da cani randagi”.

In un messaggio postato su Facebook dal sito di opposizione libica «17 febbraio» gli abitanti della regione occidentale della Libia, dalla città di Nalut fino a Gherban, hanno minacciato di tagliare le forniture di gas all'Italia e all'Ue. «Dopo il silenzio che avete osservato sui massacro perpetrato da Gheddafi, abbiamo deciso di tagliare il gas libico che parte dal campo d Al Wafa e che passa per la nostra regione verso l'Italia e il nord dell'Europa attraverso il Mediterraneo», si legge nel messaggio

La Lega Araba, a livello di ambasciatori, ha convocato per oggi pomeriggio una riunione straordinaria. Due giorni fa il rappresentante di Tripoli presso l'organismo panarabo ha rassegnato le dimissioni per protestare contro la violenta repressione dei manifestanti. Come lui numerosi ambasciatori in diverse capitali.

Da Genova arriva una dichiarazione da parte della Conferenza episcopale italiana. Le popolazioni “prima o dopo reagiscono” a una visione dell'uomo “che è contro i suoi diritti fondamentali, contro la sua dignità”. Lo ha detto il presidente della Cei Angelo Bagnasco. Un pensiero dedicato alla Libia, che non ha trovato spazio per altre rivolte contro forze di oppressione militari 'legittimate' dallo scudo di sigle internazionali.

 

Le strade di Tripoli controllate dalle truppe di mercenari chiamate e pagate da Gheddafi

 

 

21 febbraio.

Raid aerei contro i manifestanti. E' questa l'ultima notizia che giunge dalla Libia dove la situazione sociale è ormai fuori controllo.

La notizia dei bombardamenti è stata diffusa dalla Tv satellitare in lingua araba al-Jazeera che sostiene di averla recepita "da più fonti concordanti tra di loro".

Nel frattempo, si era diffusa la notizia di un imminente atterraggio del presidente Gheddafi in Venezuela, da sempre Paese amico della Libia. La notizia però è stata smentita da un alto funzionario dell'ufficio presidenziale venezuelano.

Inoltre, secondo alcune testimonianze all'aeroporto di Triploi sarebbero atterrari alcuni aerei con a bordo miliziani pro-Gheddafi provenienti dall'estero.

Intanto, le comunicazioni telefoniche sono state interrotte in tutto il Paese. Secondo alcuni organi di stampa sia la rete fissa che quella cellulare sarebbero da diversi minuti fuori uso.

 

Parole chiave: Libia, Gheddafi, bombardamenti
Categoria: Diritti, Guerra
Luogo: Libia