21/02/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



I prezzi degli alimentari aumentano. I prezzi dei salari non salgono e l'inflazione vola. La popolazione manifesta e chiede riforme economiche

I prezzi troppo alti, i salari bassi e l'inflazione che tende a salire sempre più, sono solo alcuni degli aspetti che hanno caratterizzato le manifestazioni dei giorni scorsi in Bolivia.
Scese in strada dopo l'invito della Cob (Central Obrera de Bolivia) migliaia di persone, fra loro molti fedelissimi dell'amministrazione di Evo Morales, hanno scandito slogan contro il neoliberismo e contro l'aumento indiscriminato dei prezzi.
Già nei mesi scorsi la volontà di aumentare la pressione fiscale sui combustibili fece scatenare nel paese violente proteste. Gli scontri fra polizia e manifestanti furono durissimi e la protesta sociale tanto ampia da far fare al governo Morales un passo indietro. Ma la situazione è evidentemente ancora poco tranquilla.

In alcune città, come ad esempio nella combattiva Cochabamba, le strade sono state bloccate e ci sono stati diversi incidenti di rilievo fra manifestanti e forze dell'ordine. Le proteste, come mai era avvenuto prima, si sono verificate in tutto il Paese e hanno visto la partecipazione di sostenitori el governo così come quella degli oppositori. Anche a El Alto, città satellite di La Paz e vera roccaforte del Movimento al Socialismo (Mas) del presidente Morales ha conosciuto una mobilitazione d'altri tempi. "Evo il popolo ha fame" gridavano i manifestanti. Di fatto, i dirigenti della Central Obrera, che da sempre hanno appoggiato il presidente Evo Morales, hanno le idee chiare e non vogliono cedere di un passo: gli stipendi devono aumentare fino a raggiungere i 1.185 dollari mensili. Una cifra che ha fatto scorrere un brivido gelido lungo la schiena del presidente. "Mi fa ridere sentire richieste che parlano di aumenti salariali che vanno dal 40 al 50 fino al 70 per cento. Non possiamo utilizzare i fondi statali solo ed esclusivamente per i salari" ha detto il presidente interpellato dalla stampa.

Ad ogni modo il dialogo fra le parti sembra essere in una fase di stallo. I dirigenti della Central Obrera non hanno accettato di sedersi al tavolo delle trattative con una delegazione del governo composta da alcuni ministri: la Cob vuole parlare solo ed esclusivamente con il presidente Evo Morales.
Ora la palla passa agli esperti economisti dello Stato boliviano che dovranno studiare strategie importanti per portare l'inflazione a un livello accettabile. Non solo. Saranno importanti le valutazioni degli analisti che fino a oggi hanno criticato la creazione di imprese statali da parte di Morales che ha dato minore importanza alle imprese private. queste differenze han no causato con il passare del tempo scarsità di cibo che significa anche aumento dei prezzi.Secondo gli esperti
Immediata la replica del presidente
. Morales ha sottolineato che la scarsità degli alimenti e il conseguente aumento dei prezzi è dovuto al sistema di crisi globale che ha colpito il mondo intero e soprattutto al poco impegno delle aziende private boliviane che non sono state in grado di produrre in modo sufficiente per il mercato interno.

Alessandro Grandi

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