30/05/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Una banca messicana chiude i conti correnti di Enlace Civil
simbolo zapatistaDuro colpo per Enlace Civil, un’organizzazione che opera senza scopo di lucro e aiuta le comunità indigene chiapaneche nei loro progetti produttivi, educativi e di sanità. I conti correnti sui quali si appoggiava, presso l’istituto bancario Bancomer- Banco di Bilbao saranno chiusi entro trenta giorni. La motivazione? Secondo il direttore regionale della banca quella di “proteggersi dal riciclaggio di denaro sporco. Tutte le banche stanno facendo la stessa cosa”.
 
Nelle stesse condizioni si è trovata l’Osimech, l’organizzazione che si occupa della salute indigena Maya nello stato del Chiapas. Questa organizzazione si occupa di formare i promotori di salute che poi andranno nelle comunità zapatiste a portare aiuto. 
 
Le attività delle associazioni. Secondo le organizzazioni vicine agli zapatisti, tutte le attività svolte da Enlace Civil (ma anche da Osimech), sono conformi alla legge e di assoluta trasparenza bancaria, e  l'associazione simbolo zapatistaè stata controllata costantemente da parte delle autorità politiche e fiscali messicane.
Le donazioni che riceve da ogni parte del mondo vanno esclusivamente a finanziare le Junte del Buen Gobierno delle comunità zapatiste e vengono utilizzate per costruire migliori condizioni sociali per gli indios.
Però, a Bancomer, non sono dello stesso avviso.
 
Voci dalla banca. “Questo è quello che è stato detto dalle associazioni interessate, ma non corrisponde alla verità. Essenzialmente si può dire che la posizione ufficiale della banca è quella che usa con qualsiasi cliente”, fanno sapere fonti interne al Bancomer sentite sull’argomento.
“Come con qualsiasi altro cliente, la banca stipula un contratto che in qualunque momento può essere rescisso da entrambe le parti, senza motivarne le ragioni. Noi come istituto bancario abbiamo deciso, per nostro interesse commerciale, di chiudere il conto corrente di Enlace Civil.”
“Le motivazioni che ci hanno spinto l’istituto a farlo hanno a che fare con ragioni operative che non possiamo rendere pubbliche perché sono coperte da segreto bancario. Dobbiamo dire che, nel caso di questo cliente, molto probabilmente non era in possesso dei requisiti richiesti dall’istituto bancario".
 
I donatori e il riciclaggio. Fra le istituzioni che hanno effettuato operazioni bancarie sotto forma di donazioni per Enlace Civil possiamo trovare il governo Basco, l’ambasciata finlandese, molti comuni italiani e catalani e altre centinaia di piccole associazioni. Parlare dunque di riciclaggio di denaro sporco potrebbe causare seri danni diplomatici e catastrofiche conseguenze sull’immagine dei donatori. “Quando un conto corrente ha dei movimenti poco usuali, o le operazioni effettuate non forniscono un certo livello di trasparenza, preferiamo chiudere il conto. Il nostro lavoro non è quello di investigare se c’è riciclaggio di denaro sporco o meno, questo è compito del governo messicano". simbolo di Osimech
Dall’istituto bancario spiegano anche che la conferenza stampa voluta da Enlace Civil è stata una conferenza d’attacco: “Purtroppo l’Enlace Civil è uscita allo scoperto con una presa di posizione aggressiva. Denunciando il fatto che la banca ha preso in questo caso delle posizioni ideologiche e politiche che vanno a toccare i diritti delle popolazioni indigene del Chiapas. La nostra banca non ha mai preso posizioni politiche. E’ un’impresa commerciale. Non abbiamo nessun motivo per prendere posizioni politiche. Il nostro unico obbligo è quello di tutelare gli interessi dei nostri clienti e la nostra reputazione commerciale.”
 
Poche spiegazioni anche per il fatto di non aver convocato subito una conferenza stampa riparatrice che desse la possibilità di spiegare che il Bancomer non è 'razzista' e che rispetta i diritti di tutti i suoi clienti: “Non abbiamo la necessità di fare una conferenza stampa per dare spiegazioni sull’accaduto, dal momento che queste associazioni non governative si sono espresse in modo molto aggressivo approfittando della grande visibilità mediatica che avrebbe avuto questo tipo comportamento. Il comunicato che è stato fatto dalle organizzazioni parlava addirittura di nuovo colonialismo, diceva che stiamo segregando la popolazione indigena. Non è vero: è solo un modo per attaccarci”.

Alessandro Grandi

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