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Secondo quanto riferito da due organizzazioni dell'opposizione libica in esilio - Associazione libica della solidarietà e dei diritti umani e il Comitato libico per la verità e la giustizia, i manifestanti di al-Bayda avrebbero preso il controllo dell'intera città. Il "proclama" è stato ripreso dal sito libico Libya al-Mustaqbal.
A Bengasi, dopo che diverse unità della polizia hanno simpatizzato con la protesta, anche alcuni militari si sarebbero schierati al fianco dei manifestanti. Il governo di Tripoli aveva deciso stamattina di inviare l'esercito in città per sedare la rivolta. A rivelarlo è una fonte libica citata dall'emittente Bbc in arabo.
L'imam di una moschea di Bengasi, Abdellah al-Warfalali, è intervenuto in diretta sulla tv araba al-Jazeera, per denunciare la repressione della sicurezza libica e delle bande che sostengono il regime di Muammar Gheddafi. Secondo il religioso, le vittime degli ultimi tre giorni di protesta sarebbero almeno 28 nella sola Bengasi. L'imam ha anche confermato quanto riportato da diversi siti dell'opposizione libica, che parlano di migranti dall'Africa sub-sahariana i quali avrebbero ammesso di essere stati pagati dal regime per attaccare i manifestanti.