Il parlamento panamense aumenta l’età pensionabile. Ed è sciopero generale
Le proteste sociali stanno crescendo di giorno in giorno a Panama, quello che
per tutti è solo il Paese del Canale omonimo, per qualcuno una piacevole meta
turistica, e per molti è il paese da cui si passa sognando la California e venendo
dal sud del continente americano.
La popolazione panamense è scesa per le strade della capitale per protestare
contro un nuovo progetto di legge voluto dal presidente Martin Torrijos, figlio
dell’indimenticato ex dittatore Omar (quello che ha fatto tornare nelle mani di
Panama il famosissimo canale), che punta a riformare la legge sulle pensioni con
l’unico obiettivo di risanare il deficitario bilancio del piccolo Stato centro
americano.
Il progetto, le proteste. L'idea di innalzare l’età pensionabile, per gli uomini da 62 a 65 anni per
le donne da 57 a 62 anni, ha provocato proteste diffuse, sfociate in manifestazioni
che hanno portato a durissimi scontri con le forze di polizia. Da lunedì 23 maggio
la
tensione continua crescere e migliaia di persone scendono in piazza ogni giorno,
convocate dai sindacati e da organizzazioni non governative.
Gli studenti hanno eretto barricate in una delle strade principali della capitale,
nella quale si trovano molte banche, distruggendo vetrine e danneggiando molte
auto. Oltre 220 operai sono stati arrestati. Stessa sorte è toccata anche a 120
studenti universitari che avevano occupato l’ateneo contro le decisioni governative.
Il progetto di legge non farà molta fatica a trovare l’appoggio parlamentare.
L'attuale parlamento vede ben 46 deputati su 78 esponenti del Partito di Martin
Torrijos, il Partito democratico Rivoluzionario. E proprio l’assoluta certezza
che il progetto avrà il benestare del parlamento ha di fatto scatenato la rabbia
della popolazione. Secondo il governo, con l'attuale andamento economico, il Paese rischia la bancarotta
entro il 2012. Da qui l'idea, non troppo originale, di rivedere le pensioni.
Sciopero. Molti settori delle opposizioni panamensi hanno decretato lo sciopero
generale subito dopo che l’Assemblea Nazionale dei deputati ha iniziato giovedì
scorso il secondo dibattito (la legge panamense prevede tre discussioni parlamentari
prima dell’approvazione di una legge).
Adres Rodriguez, rappresentante e coordinatore del fronte nazionale per la difesa
della sicurezza, organizzazione che riunisce tutte le sigle sindacali, ha fatto
sapere che lo sciopero generale durerà fino a quando il governo non ritirerà la
proposta di legge: “lo sciopero generale ha carattere indefinito”, ha fatto sapere
il coordinatore.
Mobilitazione. Le manifestazioni di protesta hanno visto un numero incredibile di partecipanti
delle varie organizzazioni sindacali. Sono stati oltre 40mila gli operai scesi
per le strade a protestare e vicino a loro si sono ritrovati oltre 3mila medici
e 30mila insegnanti. Ma non sempre in questi giorni i manifestanti hanno avuta vita facile: un uso abbondante
di manganelli e di gas lacrimogeni ed urticanti ha lasciato sul selciato centinaia
di feriti.