Irruzione in una casa palestinese. Per vedere la partita

Annan, sul far della sera, sta tornando a casa. I genitori non
vogliono che faccia tardi, visto che è solo un ragazzino, per di più palestinese,
e di Hebron.
Mentre il giovane torna a casa viene
fermato da una pattuglia di militari israeliani, come accade quasi
sempre. Solo che stavolta non chiedono i documenti, ma fanno ad Annan
una domanda strana: "Avete la tv e il satellite a casa tua?".
E'
accaduto mercoledì 25 maggio. Il giorno della finale della Champions
League
europea. La partita più importante dell'anno quando non ci sono
Mondiali ed Europei. Si affrontano a Istanbul il Milan e il Liverpool.
La partita è molto attesa, i campioni italiani contro gli agguerriti
inglesi.
Figurarsi
se i militari israeliani, età media vent'anni, hanno voglia di
perdersi lo show. Solo che sono di pattuglia. A qualcuno viene l'idea.
Andiamo a vederla a casa dei palestinesi. Sarebbe bello pensare a un
invito, a una serata passata assieme, commentando una grande partita di
calcio.
In Palestina le cose non vanno così, e i militari si
comportano con i Palestinesi come gli è stato insegnato: prendono
quello che gli serve.
Annan, seguito dalla
pattuglia, torna a casa. I militari chiudono la famiglia del ragazzo in
un'altra stanza e si metteno comodi davanti alla tv. La partita è stata
molto intensa, ma evidentemente non tutti i soldati si divertivano
abbastanza e hanno sfasciato mezza casa prima di andare via.
Un
ufficiale dell'esercito israeliano, dopo che l'emittente televisiva
Canale 10 ha trasmesso le immagini della casa devastata, ha comunicato
che sarà aperta un'inchiesta sull'accaduto e che il comandante
dell'unità è stato per il momento sospeso.
Ma l'inchiesta sarà aperta solo sull'accaduto, questa storia è diventata famosa
solo grazie al Milan e al Liverpool.
A Hebron, di episodi come questo, ne capitano tutti i giorni.
PeaceReporter ha
visitato la città nell'aprile scorso e la
condizione della popolazione civile è molto dura.
Ma di solito le stelle della
Champions League guardano da un'altra parte, e nessuno apre inchieste.
E nemmeno si chiede: "perché?"
Ch.E.