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Il sottosegretario di Stato statunitense per l'Antidroga, William Brownfield, ha appena visitato l'Honduras, dove sembra intenzionato ad avviare un progetto simile al già discusso Plan Colombia, il programma in base al quale la Casa Bianca finanzia Bogotà con la scusa della lotta al narcotraffico. Un gioco di potere improntato sul controllo e sulla militarizzazione di un territorio strategico quale quello colombiano, giustificabile solo con la guerra alle coltivazioni di coca e ai narcos. Concepito nel 1999, il Plan Colombia è infatti uno degli strumenti con cui Washington ha aumentato la sua ingerenza e presenza militare nella regione.
"La visita porterà annunci molto importanti. Ciò che vogliamo è avere nel nostro paese un Plan Centroamerica, come c'è stato un Plan Colombia o un Plan Merida", ha dichiarato alla stampa il segretario per la Sicurezza Óscar Álvarez. "Vogliamo per l'Honduras un Plan Centroamerica, che aiuti tutti quelli dell'istmo ad affrontare il flagello del narcotraffico, i cui tentacoli sono potentissimi" ha concluso, subito dopo aver incontrato Brownfield, con il quale ha sovrinteso a un'esercitazione della Polizia di Frontiera, sotto la guida degli Stati Uniti. Quindi, il sottosegretario di Stato ha avuto un colloquio col presidente Porfirio Lobo, che è scaturito nella firma di un accordo sull'amministrazione delle prigioni e la sicurezza dei confini annunciato dall'ambasciata nordamericana a Tegucigalpa. Una visita, quella del sottosegretario Usa, preceduta da quella del comandante dell'Aviazione del Comando Sud degli Stati Uniti, Glenn Spears, che pochi giorni prima si è riunito con il ministro della Difesa, Marlon Pascua.
Un tour, quello dello zar antidroga, che è iniziato in Guatemala e El Salvador e che terminerà in Colombia. Il Plan Centramerica infatti punta a coinvolgere tutti quelli stati vassallo dei potenti cartelli di Colombia e Messico. Non a caso, in marzo, anche lo stesso Barack Obama sarà a San Salvador. Questo nuovo Piano non è dunque solo un auspicio di Álvarez o una speranza di Lobo. È un qualcosa di già bello che fatto.
In Guatemala, Brownfield ha spiegato che il suo viaggio intendeva trovare le sinergie giuste fra i paesi della regione per incrementare operazioni coordinate contro il crimine organizzato e in particolare contro le "mafie internazionali". "Dopo questo viaggio - ha detto - speriamo di essere capaci di disegnare una nuova struttura capace di generare una maggiore collaborazione fra paesi della Mesoamerica (l'area compresa fra la fine delle piane desertiche del Nordamerica e l'Honduras orientale, ndr.) e fra altri paesi dell'emisfero che magari vorranno dare il loro supporto e partecipare". Chiaramente sotto l'egida degli Stati Uniti.
Che non sono certo intenzionati a depennare nessuna vecchia iniziativa di successo, vedi l'esemplare Plan Colombia, o il Plan Merida, bensì "costruire un ombrello sotto il quale sia i paesi dentro che quelli che resteranno fuori potranno collaborare". Un'unione anti-narcotraffico made in Usa, coordinata però dalla Colombia, paese nel quale Brownfield ha ricoperto il ruolo di ambasciatore dal 2007 al 2010, e che già gioca un ruolo chiave. È di pochi giorni fa la notizia che gli ufficiali della narcotici colombiana addestreranno i colleghi messicani con la benedizione di Washington, che a sua volta addestra da decenni esercito e servizi di Bogotà.
Rodrigo Rivera, ministro della Difesa del governo Santos, ha spiegato in proposito: "Continueremo a rispondere singolarmente al crimine organizzato, ma ciò che vogliamo adesso è creare un piano che corrisponda a una logica strategia di ampio respiro, che sarà capace di raggiungere altri paesi". Il risultato sarà dunque un corridoio di sicurezza, che andrà dal Messico alla Colombia, i due paesi con la maggior concentrazione di aiuti militari statunitensi del continente, che si spalmeranno su tutta l'America centrale, sottraendola al ‘Socialismo del XXI secolo' e all'influenza chavista e isolandolo dal resto del continente, che in quanto a Washington e Casa Bianca ha tutt'altre vedute.
Stella Spinelli