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Dopo la rivolta politica e le dimissioni di Hosni Mubarak, in Egitto è la volta delle rivendicazioni sindacali. In queste ore infatti si susseguono nel Paese proteste e scioperi, volti a ottenere migliori condizioni salariali dalla nuova giunta militare.
Secondo quanto riferisce Jon Leyne, inviato al Cairo per la Bbc, in questo momento la sfida maggiore per le forze militari consiste proprio nel fronteggiare il dilagare degli scioperi. A questi l'esercito risponde con un comunicato televisivo, nel quale si dice che le agitazioni sociali compromettono la stabilità del Paese invitando i cittadini a tornare al lavoro.
Numerose le categorie coinvolte negli scioperi: al Cairo centinaia di impiegati bancari hanno manifestato fuori da una filiale della Banca di Alessandria, per chiedere le dimissioni dei loro superiori; protestano anche i dipendenti dei trasporti pubblici, che rivendicano salari più alti; e ancora, hanno incrociato le braccia gli autisti delle ambulanze e alcuni lavoratori del settore turistico. Coinvolti anche dipendenti delle poste, dell'industria tessile e siderurgica, delle comunicazioni.