10/02/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Continua il braccio di ferro post-elettorale, e nel paese dilagano povertà e violenza

"La crisi politica si è radicata: questo aggrava la situazione umanitaria e la popolazione ha paura, non si sente più sicura a casa e sta fuggendo in cerca di sicurezza". Questo il quadro complessivo della situazione in Costa d'Avorio tracciato da Antonio Guterres, Alto Commissario Onu per i rifugiati (Unhcr). Un quadro che desta preoccupazione, nel giorno in cui concludono la propria missione gli inviati dell'Unione Africana (UA): i membri dell'UA hanno incontrato ieri i due aspiranti presidenti, cercando di arrivare ad una mediazione.

Nel frattempo si abbattono sul Paese le conseguenze del braccio di ferro tra Laurent Gbagbo - fermamente deciso a non lasciare il potere - e Alassane Ouattara, riconosciuto invece come legittimo presidente dalla comunità internazionale. L'economia attraversa una fase di grandi difficoltà, e sul fronte sociale si registrano gravi violazioni dei diritti umani: l'ultimo bilancio delle vittime diffuso dall'Rhdp (la coalizione dei partiti pro Ouattara) parla di 495 morti.

Persistono intanto i tentativi di Gbabo di ridurre il margine d'azione della missione Onu sul territorio (denominata "Onuci"), ritenuta favorevole al rivale Ouattara. Da ieri sera l'Onuci non può più trasmettere i suoi programmi radiofonici, dopo che il Consiglio nazionale della comunicazione audiovisiva (Cnca) gli ha ritirato le frequenze.

 

Parole chiave: Elezioni, diritti umani, crisi
Categoria: Diritti, Elezioni, Politica
Luogo: Costa d'Avorio