18/05/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



L'esercito di Sharon distrugge le case per prevenire il contrabbando di armi dall'Egitto
Donna a RafahE’ stata molto intensa la notte fra il 17 e il 18 maggio nella Striscia di Gaza. Con lo scopo dichiarato di distruggere tutte le infrastrutture del terrorismo e dopo che la settimana scorsa erano rimasti uccisi 13 militari israeliani in diversi scontri, l’esercito israeliano ha attaccato a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, e più tardi anche a Nablus sono piovuti missili, provocando molte vittime e la distruzione di diverse abitazioni. Negli scontri a fuoco avvenuti a Nablus ha trovato la morte anche Nidal Bukashe, un militante delle Brigate dei Martiri di Al Aqsa.
 
Approfittando del buio e con il fondamentale aiuto degli elicotteri da guerra Apache e di una ventina di carri armati, i soldati si sono addentrati nel quartiere di Tel al-Sultan a Rafah cercando casa per casa i combattenti di Arafat e distruggendo molti edifici. Secondo le prime stime l’imponente operazione militare israeliana ha causato la morte di 19 persone fra i palestinesi, mentre al momento non risultano esserci feriti fra i militari israeliani. Un alto rappresentante della sanità palestinese ha accusato i soldati di aver anche attaccato le ambulanze dell’Unrwa, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi.
 
A non smentire il fatto che elicotteri da guerra avessero attaccato le ambulanze è stato Shaul Mofaz, ministro della Difesa di Tel Aviv, che ha puntato il dito più volte negli ultimi mesi contro gli uomini di Arafat, con l’accusa di nascondere armi e combattenti all’interno delle autolettighe. L’obiettivo principale dell'azione che in due fasi distinte ha seminato morte e distruzione fra il quartiere di Tel al-Sultan e Nablus era quello di fermare il contrabbando di armi che per Israele passa nei tunnel costruiti sotto la zona di valico tra la striscia di Gaza e l’Egitto.
 
Il segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan ha chiesto al governo di Israele di porre fine alla demolizione delle case nelle zona di Rafah: “Chiedo al governo israeliano di cessare immediatamente la demolizione delle abitazioni, che è contraria alle leggi internazionali a protezione dei diritti umani”. L’organizzazione Amnesty International ha fatto sapere che negli ultimi tre anni, con le sue incursioni, Israele ha letteralmente distrutto oltre il 10 per cento dei terreni coltivati violando di fatto la Quarta convenzione di Ginevra e compiendo “crimini di guerra”.
 
Tutto questo avviene in un momento particolare per Sharon. Secondo un quotidiano israeliano, il Jerusalem Post, il governo non sarebbe più tanto contrario ad una presenza internazionale nella Striscia di Gaza lungo la frontiera con l’Egitto. Secondo alcuni esponenti del governo la presenza di una qualsiasi forza internazionale sarebbe un modo per cercare di impedire il contrabbando di armi. L’idea, anche se non ancora presentata al ministro della Difesa, sarebbe gia al vaglio degli ambienti più vicini al ministro.
 
Alessandro Grandi
Categoria: Guerra, Armi
Luogo: Israele - Palestina