L'esercito di Sharon distrugge le case per prevenire il contrabbando di armi dall'Egitto
E’
stata molto intensa la notte fra il 17 e il 18 maggio nella Striscia di
Gaza. Con lo scopo dichiarato di distruggere tutte le infrastrutture
del terrorismo e dopo che la settimana scorsa erano rimasti uccisi 13
militari israeliani in diversi scontri, l’esercito israeliano
ha attaccato a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, e più
tardi anche a Nablus sono piovuti missili, provocando molte vittime e
la distruzione di diverse abitazioni. Negli scontri a fuoco avvenuti a
Nablus ha trovato la morte anche Nidal Bukashe, un militante delle
Brigate dei Martiri di Al Aqsa.
Approfittando del buio e con il fondamentale aiuto degli
elicotteri da guerra Apache e di una ventina di carri
armati, i soldati si sono addentrati nel quartiere di
Tel al-Sultan a Rafah cercando casa per casa i combattenti di Arafat e
distruggendo molti edifici. Secondo le prime stime l’imponente
operazione militare israeliana ha causato la morte di 19 persone fra i
palestinesi, mentre al momento non risultano esserci feriti fra i
militari israeliani. Un alto rappresentante della sanità palestinese ha
accusato i soldati di aver anche attaccato le
ambulanze dell’Unrwa, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi.
A non smentire il fatto che elicotteri da
guerra avessero attaccato le ambulanze è stato Shaul Mofaz, ministro
della Difesa di Tel Aviv, che ha puntato il dito più volte negli ultimi
mesi contro gli uomini di Arafat, con l’accusa di nascondere armi e
combattenti all’interno delle autolettighe. L’obiettivo principale
dell'azione che in due fasi distinte ha seminato morte e distruzione fra il quartiere
di
Tel al-Sultan e Nablus era quello di fermare il contrabbando di
armi che per Israele passa nei tunnel costruiti sotto la zona
di valico tra la striscia di Gaza e l’Egitto.
Il segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan ha chiesto al
governo di Israele di porre fine alla demolizione delle case nelle zona
di Rafah: “Chiedo al governo israeliano di cessare immediatamente la
demolizione delle abitazioni, che è contraria alle leggi internazionali
a protezione dei diritti umani”. L’organizzazione Amnesty
International ha fatto sapere che negli ultimi tre anni, con le sue
incursioni, Israele ha letteralmente distrutto oltre il 10 per cento
dei terreni coltivati violando di fatto la Quarta convenzione di
Ginevra e compiendo “crimini di guerra”.
Tutto questo
avviene in un momento particolare per Sharon. Secondo un quotidiano
israeliano, il Jerusalem Post, il governo non sarebbe più tanto
contrario ad una presenza internazionale nella Striscia di Gaza lungo
la frontiera con l’Egitto. Secondo alcuni esponenti del governo la
presenza di una qualsiasi forza internazionale sarebbe un modo per
cercare di impedire il contrabbando di armi. L’idea, anche se non
ancora presentata al ministro della Difesa, sarebbe gia al vaglio degli
ambienti più vicini al ministro.