14/07/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



A Goteborg il campionato mondiale dei senzatetto
scritto per noi da
Veronica Fallini
 
Selezione italiana senzatettoIl 25 di luglio giungeranno a Goteborg, in Svezia, 28 squadre di calcio composte da persone di tutto il mondo. In comune hanno tutti una storia di immigrazione. L’occasione di questo viaggio è il Campionato mondiale dei senzatetto, organizzato dalla Rete internazionale dei giornali di strada (Insp), sigla sotto la quale si raccolgono le testate che si occupano di queste realtà e che, distribuite dagli stessi migranti, sono per loro una fonte di sostentamento.
 
Obiettivo dell’evento è di aggregare persone che, pur avendo vissuto per molto tempo in una sorta di esilio sociale, hanno fatto della loro esperienza uno strumento di emancipazione. Tra le squadre ci sarà anche quella italiana, formata da cittadini di nazionalità argentina, polacca, romena e brasiliana immigrati in Italia.
 
La squadra è uno dei progetti di Multietnica 2001, associazione fondata dagli stessi migranti per promuovere l’integrazione attraverso lo sport.
 
Ad avere per primo l’idea di Multietnica è stato Bogdan Kwappik, polacco, arrivato in Italia nel 1993. Oggi ha 32 anni e negli undici passati qui ha già fatto di tutto.
 
“Il mio primo lavoro è stato il raccoglitore di pomodori – spiega Bogdan - Mi ricordo che appena arrivati nel campo faceva un caldo terribile e mi sono tolto la maglietta. Alla sera piangevo dal dolore per le scottature. Dopo un po’ mi sono trasferito a Roma. Stavo a Ladispoli. Una sera sono arrivati i naziskin sui motorini e ci hanno riempito di botte. In quel periodo lavoravo in nero come metalmeccanico, ma ero ancora senza permesso di soggiorno, e ho dovuto aspettare la prima sanatoria per regolarizzarmi.
 
Quando nel 1996 sono arrivato a Milano ho abitato in un container in un centro di accoglienza che ci aveva indicato la Caritas. Alla fine del mese, però, ci sono arrivate bollette altissime e per la prima volta ho partecipato a una manifestazione per il diritto alla casa. In quell’occasione ho conosciuto i rom di via Barzaghi ed è stato con loro che ho organizzato la prima ‘partitella’ immigrati-assessori comunali per portare i problemi degli stranieri all’attenzione dell’amministrazione locale”. Da allora le persone coinvolte hanno continuato ad usare il campo di calcio come un luogo di integrazione sociale, cercando gli sponsor e seguendo la situazione burocratica e personale dei giocatori.
 
Fondata l’associazione nel 2001 la squadra ha poi giocato in vari tornei regionali e nazionali, fino all’esperienza più bella: la trasferta in Austria dell’anno scorso per la prima edizione del Campionato mondiale dei senzatetto. “Siamo partiti in dieci su due macchine - ricorda ancora Bogdan – In tasca avevamo 500 euro e le tute contate offerte dal Coni di Milano. Pensavamo di fare qualche partita senza grande clamore, invece fuori dallo stadio abbiamo trovato i bambini che ci chiedevano gli autografi. Nel primo girone abbiamo giocato contro Brasile, Austria, Polonia e Scozia e siamo passati. Eravamo entusiasti.
 
Alla successiva tornata - formata da Brasile, Inghilterra, Stati Uniti e Sudafrica - siamo riusciti di nuovo a battere il Brasile che era una delle squadre più forti, formata da ragazzini velocissimi che schizzavano da tutte le parti, ma ci siamo fermati contro l’Inghilterra. Quella sconfitta ancora non la mando giù perché a metà del secondo tempo eravamo 4-2 per noi, poi i nostri avversari si sono portati a 3 e un ultimo gol lo hanno fatto qualche secondo dopo il fischio della fine, ma l’arbitro ne ha tenuto conto ugualmente. Così siamo andati ai rigori . Eravamo stanchissimi e ci è andata male. Comunque ci siamo classificati fra le cinque squadre più forti e un nostro attaccante è diventato capocannoniere con 36 gol all’attivo.

Alla fine il torneo lo ha vinto l’Austria che aveva dalla sua parte tutto il tifo locale. Nonostante un po’ di sfortuna siamo riusciti a divertirci tantissimo”.
 
Questa volta, per la Svezia, partiranno in aereo in dodici, con qualche soldo in più e la divisa uguale per tutti. Nel frattempo gli iscritti all’associazione, fra sportivi e sostenitori, sono arrivati a 200. Buona parte di loro, grazie a questo primo contatto, ha trovato nuovi canali di integrazione: un lavoro, una casa, oppure ha deciso di riprendere gli studi. Ma Bogdan pensa già al futuro: la terza edizione del campionato si terrà a New York e per il 2006 lo attende già lo stadio di Cape Town in Sudafrica. 
Categoria: Diritti