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Le prime centomila domande di regolarizzazione sono entrate nel sistema pochi secondi dopo le fatidiche 8, ora di inizio della procedura. Dopo quattro ore, a mezzogiorno, quasi 300mila domande (293mila per la precisione) sono arrivate al Viminale per il primo click day, che riguarda l'ingresso di 52.080 lavoratori di nazionalità privilegiate, cioè di Paesi che hanno sottoscritto accordi di cooperazione in materia migratoria con l'Italia. In prevalenza, i datori di lavoro hanno inviato richieste per colf e badanti (208mila); quelle per lavoratori subordinati sono state 85mila.
Il maggior numero si domande - inviate attraverso internet - proviene da Milano (37mila), Roma (22.500) e Brescia (18.800).
Dal Bangladesh i lavoratori più richiesti (48mila); seguiti dai marocchini (44mila) e indiani (36mila). Il via libera all'invio, tramite la procedura disponibile sul sito del ministero dell'Interno, c'è stato alle 8 in punto. Nei primi secondi dopo le 8, fanno sapere al Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione dl Viminale, c'è stato il 'boom', con la ricezione di oltre 100mila domande. La velocità è infatti fondamentale, visto che a venire accolte saranno le domande arrivate prima a destinazione. Il gran numero di invii ha provocato non pochi problemi al cervellone messo a punto dal ministero. Ad alcuni datori di lavoro il surriscaldamento della linea di trasmissione è costato l'approvazione della domanda.
Sarà il ministero del Lavoro ad attribuire territorialmente le quote a livello provinciale.
Gli altri due click day sono in programma per mercoledì 2 febbraio e giovedì 3 febbraio, sempre alle 8. Dopodomani sarà possibile inviare le domande relative solo a colf e badanti di nazioni differenti da quelle di oggi (30mila i posti in palio). Giovedì 3 febbraio l'ultima scadenza, destinata alla conversione in permessi di soggiorno per lavoro subordinato non stagionale di 11mila permessi per studio, tirocinio, lavoro stagionale ed altre tipologie, nonchè all'ammissione di 4mila extracomunitari che abbiano completato programmi di formazione nel Paese di origine.