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Secondo il quotidiano locale Kommersant, fra i possibili ideatori e artefici dell'attentato suicida all'aeroporto di Domodedovo, che ha mietuto 35 vittime e più di 100 feriti, vi sarebbe un russo chiamato Razdobudko.
Secondo le prime indagini, l'uomo, residente a Stavropol, al confine con la Cecenia e il Daghestan, farebbe parte di un gruppo fondamentalista islamico, attivo nella regione meridionale del paese. Il sospettato era membro di un gruppo wahabita, Jamaa Nogai, sgominato nell'ottobre scorso, ed è stato accusato di aver indotto due donne, con la minaccia di rapire le loro figlie, a recarsi a Mosca per farsi esplodere.
In precedenza, le indagini degli agenti di polizia si erano focalizzate su tre donne e un uomo, il cui obiettivo sarebbe stato, inizialmente, quello di colpire la piazza Rossa a Capodanno. In seguito, il cmmando avrebbe optato per l'aeroporto. Una donna sarebbe morta il 31 dicembre in seguito alla detonazione accidentale di una bomba, un'altra sarebbe stata arrestata e la terza, sposata con un militante del Jamaa Nogai, potrebbe essere uno degli esecutori dell'attacco. Per quanto riguarda Razdobudko, gli investigatori pensano che sia morto nell'esplosione di Domodedovo.
Le autorità non hanno tuttavia ancora diffuso una ricostruzione ufficiale dell'accaduto. Intanto, alcuni esperti ritengono che la testa di un presunto kamikaze rinvenuta sulla scena dell'attentato e non ancora sottoposta all'esame del Dna, appartenga ad uno slavo o ad un arabo, e non a un caucasico.
Parole chiave: attentato, aeroporto di Domodedovo, Jamaa Nogai, Razdobudko