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Ad appena tre settimane dall'appuntamento elettorale per le elezioni generali dell'Uganda, i principali partiti di opposizione hanno chiesto di rinviare il voto su cui pesano sospetti di brogli e irregolarità, già nella fase di campagna elettorale.
La richiesta, presentata alla Commissione elettorale, è stata motivata dal fatto che non tutti gli aventi diritto al voto, circa 14 milioni di persone su una popolazione di 32 milioni, riceveranno le tessere elettorali per tempo. La disputa avviene mentre l'opinione pubblica del Paese è alle prese con la vicenda che vede il principale oppositore del presidente Yoweri Museveni, Kizza Besigye, al centro di un'inchiesta per diffamazione.
La questione risale allo scorso anno, quando il candidato dell'opposizione denunciò la vendita segreta del Lago Kyoga, da parte del presidente ad una società sudafricana. Nel voto del 18 Febbraio Besigye tenterà, per la terza volta dopo gli insuccessi del 2001 e del 2006, di sottrarre a Museveni la guida del Paese.