24/01/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Sarebbero responsabili della morte di tre manifestanti. Il governo smentisce. L'opposizione esorta l'Italia ad intervenire

In seguito agli scontri che hanno attraversato l'Albania venerdì scorso, durante i quali sono morte tre persone, i  procuratori hanno emesso le ordinanze di cattura per sei membri della guardia repubblicana.

Un filmato trasmesso dalle tv locali mostra come i proiettili, che hanno ucciso i tre dimostranti all'esterno dell'ufficio del premier Sali Berisha, siano stati sparati dall'edificio che ospita la sede del primo ministro. Il capo del governo ha accusato il partito socialista all'opposizione di fomentare violenze e rivolte al fine di realizzare un Colpo di Stato. I mandati d'arresto sono stati indirizzati ad alcuni componenti della guardia nazionale, accusati di "eccedere nell'esercizio dei propri poteri".

Durante le proteste di venerdì, migliaia di persone hanno lanciato uova, pietre, ombrelli contro l'ufficio di Berisha e gli agenti di polizia. Le forze di sicurezza hanno poi risposto a colpi di lacrimogeno e di proiettili di gomma. Sono circa una cinquantina le persone rimaste ferite durante gli scontri. I manifestanti accusano il partito democratico del premier di aver operato brogli elettorali durante le consultazioni del 2009, quando Berisha riportò la vittoria per un margine esiguo di voti. L'escalation della crisi è stata provocata dall'abbandono di Ilir Meta, alleato chiave del primo ministro, della coalizione governativa, a causa delle imputazioni di corruzioni sull'appalto di una centrale elettrica.

Il leader dell'opposizione socialista, Edi Rama, ha attribuito la responsabilità delle vittime alla repressione governativa, ribadendo che "noi continueremo le nostre proteste  e manifestazioni, pacificamente, senza violenza, con l'inarrestabile potere della resistenza popolare". Intervistato dai giornalisti italiani, Edi Rama, sindaco di Tirana, ha esortato l'Europa e l'Italia a "non accettare in Albania una realtà inaccettabile per il mondo democratico e condannare la violenza di Stato che uccide gente innocente". L'Europa non può tollerare che in Albania vengano adottate misure repressive che violano "principi e valori non negoziabili" e deve impedire che "la gente muoia perché protesta o che l'opposizione venga definita bastarda dal governo".

Organizzati cortei da entrambe le parti. Sabato prossimo sfileranno gli uomini del centrodestra, la cua leadership è fortemente contestata. Mentre per venerdì 26 gennaio i sostenitori dell'opposizione socialista scenderenno in piazza "per rendere omaggio alle vittime. Per condannnare la violenza e il crimine che ha strappato la vita a tre uomini innocenti", ha concluso Edi Rama.