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La richiesta di incriminazione per Tzipi Livni, ex ministro degli Esteri israeliano, inoltrata in Sudafrica da due gruppi umanitari, è stata respinta dalla divisione investigativa della polizia di città del Capo.
Il "Palestine Solidarity Alliance" (PSA) e il "Media Review Network" (MRN) hanno accusato la donna di presunti crimini di guerra, per il ruolo che ricoprì nel corso della guerra di Gaza tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009, durante il quale, secondo gli attivisti dell'organizzazione israeliana per i diritti umani, "BTselem", sono morti 1.387 palestinesi, di cui 773 civili, 330 combattenti, 248 agenti di polizia e altre 36 persone. Secondo McIntosh Polela, portavoce del Directorate for Priority Crime Investigation (DPCI), la richiesta di carcerazione è stata rifiutata "in quanto non vi sono prove sufficienti al fine di ottenere un mandato di cattura". In particolare, aggiunge Polela, secondo la legge sudafricana, l'apertura di un'indagine nei confronti della Livni non può avvenire in contumacia. Difatti, Livni, attesa in Sudafrica alla fine di questa settimana su invito della comunità ebraica locale, ha cancellato la sua visita. Il presidente del South African Jewish Board of Deputies, Zev Krengel, ha annunciato che la posticipazione della visita è dovuta ad uno sciopero dei lavoratori in Israele e "non ha quindi nulla a che fare con le manifestazioni degli attivisti locali anti-israeliani".
Secono invece l'Unione dei Lavoratori Municipale del Sud Africa (SAMWU), la visita è stata spostata a causa del possibile mandato di cattura per la Levni. Domenica, Iqbal Jassat, presidente del MRN, ha riferito ai giornalisti di Al Jazeera che la richiesta del mandato di cattura è conforme ad una precedente incriminazione da parte dei procuratori sudafricani nel agosto del 2009. Nella documentazione a sostegno dell'incriminazione, aggiunge Jassat, figurano evidenti prove materiali e dichiarazioni giurate da parte delle vittime". La Lavni veniva considerata come un architetto della guerra di Gaza.
Nel dicembre del 2009, un tribunale britannico emise un mandato di cattura per l'ex ministro degli Esteri israeliano per accuse simili, ma questo fu in seguito ritirato dopo dopo che la Livni, invitata per un evento organizzato dal fondo nazionale ebraico, aveva deciso di cancellare il viaggio due settimane prima.
Parole chiave: Tzipi Livni, mandato di cattura, Palestine Solidarity Alliance, Media Review Network