Ci siamo. Oggi
1° maggio 2004 la Repubblica di Cipro (la parte greca) fa festa.
Infatti questa nazione (insieme a Estonia, Ungheria, Lettonia,
Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Slovenia) entra
a pieno titolo nell’Unione Europea. Il fatto eccezionale è che ad
entrare nell’UE sarà, appunto, solo la parte greca dell’isola. La parte
turca resterà nel suo abituale isolamento che dura ormai da quasi
trent’anni. Il tutto condito anche dall’esito disastroso del referendum
dello scorso 24 aprile che ha visto i turco ciprioti votare a favore
dell’unificazione dell’isola mentre i greco ciprioti si sono schierati
(il 77 per cento) per la non riunificazione.
Le reazioni non si sono fatte attendere. Da Nicosia,
capitale dell’isola, Morris, un cameriere, ci racconta cosa ne pensa la
gente comune: “Siamo veramente felici di poter finalmente dire a tutti
che anche Cipro entra in Europa. L’abbiamo sempre desiderato e adesso
siamo al settimo cielo. Certo c’è ancora da risolvere la questione con
l’altra parte dell’isola, ma io sono convinto che fra poco riusciremo a
superare anche questo ostacolo. Per quanto mi riguarda mi piacerebbe
vivere tutti insieme, ma questo, come ha dimostrato l’ultimo
referendum, non è sentore comune. Effettivamente credo che la
popolazione greco-cipriota non si fidi molto delle promesse fatte dalla
parte turca dell’isola.
Questa è l’unica motivazione che ha spinto i miei
connazionali a votare no. La sicurezza è importante. Sono convinto del
fatto che la parte turca non sia in grado di rispettare i canoni di
sicurezza stabiliti dall’U.E. ” All’indomani del fermo 'no' della
comunità greca alla riunificazione di Cipro, la Turchia ha subito
chiesto la fine delle sanzioni internazionali nei confronti dei
turco-ciprioti; quanto meno, questa concessione da parte dell’U.E.
potrebbe essere intesa come segno distensivo per i buoni propositi
dimostrati (votando si alla richiesta di riunificazione dell’isola)
dalla popolazione turca dell’isola. Non è facile spiegare il perché del
no al referendum dei greco ciprioti. “Credo che esista anche
un pochino di risentimento, da parte dei miei connazionali, nei
confronti degli altri”.
"Certo non è molto educativo per le nuove generazioni vedere
una divisione così netta, un vero e proprio muro separare le due parti,
ma purtroppo è così.” L’Unione Europea ha già fatto sapere che aiuterà
economicamente la parte turca di Cipro. Dei dieci nuovi paesi solamente
uno supera la ricchezza dei piu' poveri d'Europa ossia Grecia
e Portogallo: è Cipro la cui ricchezza pro-capite si aggira sui 15 mila
euro contro i 12 mila 500 circa dei due paesi già in Europa. Per fare
qualche confronto la Polonia, il principale dei paesi candidati, arriva
in Europa con un Pil pro capite di 5.290 euro, circa un quinto di
quello tedesco (25.590 euro) e addirittura solo un decimo di quello del
Lussemburgo (50.190). C'è da giurare che anche economicamente questo
ingresso in Europa porterà alla parte greca di Cipro un
notevole riscontro.