19/01/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Dalle conversazioni dei controllori aerei emerge la non responsabilità della torre di controllo russa nell'incidente aereo che costò la vita al presidente polacco Lech Kaczynski

Mosca ha pubblicato le trascrizioni delle conversazioni tra i controllori aerei di Smolensk e l'equipaggio del Tupolev, l'aereo schiantatosi lo scorso aprile a Smolensk, a bordo del quale c'era il presidente polacco Lech Kaczynski e altri 95 membri di una delegazione ufficiale polacca.
La Russia vuole dimostrare che la torre di controllo non ha avuto alcuna responsabilità nell'incidente, come invece sostiene la commissione investigativa polacca.

I documenti rivelano che i controllori di volo rimasero sorpresi di veder arrivare l'aereo polacco e che misero in guardia i piloti contro un atterraggio per le pessime condizioni meteo.
Nella conversazione uno dei controllori aveva detto al suo capo al telefono: "Sono stato informato che un Tupolev-154 polacco viene verso di noi. Puttana. Non ci chiedono l'autorizzazione, bisogna dir loro che è completamente coperto dalla nebbia". Quaranta minuti più tardi la torre di controllo di Smolensk si rivolge all'equipaggio del Tupolev riferendo che l'aeroporto non può accogliere il velivolo per la visibilità ridotta a 400 metri.
Il pilota polacco risponde che tenterà di atterrare e che eventualmente farà solo un sorvolo se riterrà troppo pericoloso atterrare. Poco dopo due controllori di volo sconsigliano nuovamente l'atterraggio, lasciando però ai piloti l'ultima parola. Quando il contatto si interrompe, i controllori si lasciano andare ad una serie di parolacce. "Ma puttana merda, dov'è?", esclama un controllore. "È partito per fare un secondo giro, poi è scomparso", gli fa eco un altro. "Oh puttana", grida un terzo, rendendosi conto dello schianto.

Parole chiave: Russia, Polonia, disastro aereo, Lech Kaczynski
Categoria: Politica
Luogo: Russia