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"La situazione è troppo pericolosa", con queste parole il ministro degli Esteri saudita, il principe Saud al-Faisal, ha annunciato che l'Arabia Saudita ha abbandonato il ruolo di mediatore nella crisi libanese.
Poiché i primi tentativi di porre rimedio alla difficile crisi politica libanese sono falliti, "il custode delle due sacre moschee ha detto che si tira fuori", ha aggiunto Faisal.
Faisal ha inoltre espresso timori per una divisione su base multiconfessionale del Paese dei Cedri. "Se la situazione giungerà a una divisione totale e a una spartizione regionale, questo determinerà la fine del Libano come Stato che ha come modello della pacifica convivenza tra religioni e gruppi etnici diversi", ha dichiarato.
È dall'estate scorsa che il Libano sta affrontando una crisi politica interna, nata in seguito alle indiscrezioni circa le accuse che il Tribunale speciale per far luce sull'omicidio dell'ex premier Rafiq Hariri potrebbe formulare nei confronti di Hezbollah. Capi di accusa sempre respinti dal movimento sciita e che potrebbero portare a nuove violenze su base settaria.
Parole chiave: Libano, Arabia Saudita, tavolo mediazione, crisi