18/01/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Da alcune registrazioni traspare che gli operatori della torre di controllo di Smolensk cambiarono idea su pressione del comando di Mosca

Inizialmente contrari, il 10 aprile scorso, all'atterraggio del Tupolev 154, a bordo del quale vi era il presidente polacco Lech Kaczynski e 95 persone della delegazione ufficiale di Varsavia, gli operatori dell'aeroporto russo di Smolensk hanno poi cambiato idea, cedendo alle pressioni esercitate da ufficiali moscoviti.

La notizia è stata diffusa dal settimanale polacco Wprost, che ha pubblicato alcune anticipazioni sul colloquio fra la torre di controllo Smolensk e i quadri militari di Mosca. Da queste si evince la consapevolezza, da parte dei militari presenti all'aeroporto russo, delle pessime condizioni atmosferiche, dovute alla nebbia, che rendevano difficoltoso l'atterraggio del veivolo. Nelle registrazioni, si sentono le parole dei soldati che commentano la situazione: "Bisogna dire ai polacchi che c... di partenza è per loro", oppure, "dove c... vogliono arrivare i polacchi".

Intanto la commissione polacca, presieduta da Jerzy Miller, che indaga sulla vicenda, ha dichiarato che presto la registrazione, ottenuta per via legale ma non dalle fonti russe, verrà pubblicata interamente. Difatti, il rapporto presentato a Mosca dalla commissione russa, non cita la torre di controllo. Secondo i polacchi, l'autorizzazione data al comandante dell'aereo di scendere a 100 metri di quota per l'atterraggio, che alla fine non è stato autorizzato dalla torre di controllo, è da considerarsi una delle probabili cause del disastro.