18/01/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



La minaccia sono le multinazionali minerarie che vorrebbero estrarre oro in piena riserva Unesco

"Contavamo di essere in 5000 e già sentivamo di puntare in alto, invece, sulla spiaggia di El Tule a Cabo San Lucas eravamo 9002 persone. Una cifra da capogiro. E l'SOS umano realizzato sotto lo splendido sole messicano è stato incredibile. E non finisce qua". È al settimo cielo Alessandra Ugolini, fra le più battagliere esponenti del movimento ecologista "L'acqua vale più dell'oro" nato oltre un anno fa in difesa dell'ecosistema di Baja California Sur minacciato dagli appetiti di multinazionali senza scrupoli. Una lotta senza sosta quella di questa gente schierata in difesa della "Sierra La Laguna, riserva di biosfera patrimonio dell'Unesco". La minaccia? Che venga trasformata in una miniera d'oro a cielo aperto, attività altamente inquinante che metterà in pericolo l'intero ecosistema regionale. "A cominciare dall'acqua - ribadisce senza stancarsi Ugolini - che ne risulterà irrimediabilmente contaminata a tutto rischio e pericolo della salute di tutti gli abitanti di questo paradiso". Si tratta, infatti, di un'area particolarmente suggestiva del Messico, culla anche del Pueblo Magico Todos Santos, che vive di ecoturismo.

Ma alla compagnia Pediment Gold, canadese, subentrata a una sussidiaria della statunitense Vista Gold e alla spagnola Concordia, entrambe respinte da Semarnat - l'ente predisposto al controllo - questo poco importa. E dato che la fase di esplorazione dell'area ha rivelato grandi riserve di oro, l'affare è sempre più ambito. Il permesso federale per iniziare a trivellare, estrarre, distruggere e avvelenare la preziosa terra messicana, però, resta in sospeso. E le compagnie questo grazie alla forza della protesta, un tam tam in crescendo che è arrivato a far tremare persino il tavolo del governo centrale. Che comunque ha sempre considerato la miniera "un grande affare, che avrebbe creato infiniti posti di lavoro". Eppure nessuno osa sfidare la fiumana umana in difesa della Baja California del Sud. Davanti a una campagna ecologista di queste dimensioni è tutto più complesso e nemmeno i politici locali se la sentono di andarle contro. Anzi. "All'SOS umano hanno partecipato anche i candidati di quasi tutti i partiti politici - precisa l'italiana che da anni ha scelto di vivere a Todos Santos -. Se ne sono stati lì buoni buoni in coda senza fiatare e come tutti gli altri hanno firmato la petizione contro il progetto minerario".

Poi promette dell'altro. "Stiamo entrando in riunione per organizzare un'altra manifestazione prevista per il 28 a La Paz, capoluogo del nostro municipio - racconta -. Saremo una carovana enorme di tutti i mezzi di trasporto possibili, andremo a consegnare le firme di tutti quelli che c'erano in spiaggia per l'SOS e finiremo in bellezza con la marcia sul Malecon. Nella baia, invece, tutte le barche dei pescatori e delle compagnie turistiche si schiereranno per dimostrare il loro appoggio alla nostra campagna. Sono felice ed orgogliosa per tutto quello che abbiamo ottenuto".

 

Stella Spinelli

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