16/07/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Viaggio nelle maras salvadoregne
scritto per noi da
Paola Erba 
 
Giovane arrestatoE' passato un anno da quando, nel luglio 2003, il governo del Salvador varò il cosiddetto 'Plan Mano Dura' contro le maras, le bande giovanili che popolano le periferie delle grandi città latinoamericane. Non fu l'unico: nello stesso periodo, anche l'Honduras e il Guatemala adottarono misure analoghe. Tutte permettono l'arresto e la detenzione di qualsiasi persona solo per il fatto di appartenere ad una maras. Da allora, la Polizia Nazionale del Salvador ha catturato più di 11 mila ragazzi di strada e ne ha condannati 500 per omicidio e crimini di vario tipo. Ma il fenomeno non si arresta: la 'mano dura', di fronte alla mancanza di qualsiasi piano di prevenzione, sembra servire a poco. Ce lo dicono i protagonisti, in questo viaggio attraverso le periferie di San Salvador, il primo di una serie che ci porterà anche in Honduras e Guatemala
 
"Alcuni di noi sono entrati e usciti dal carcere anche 25 volte", spiega Manuel Lopez, 34 anni, un veterano dei ragazzi di strada di San Salvador, la capitale.
 
Nel quartiere lo chiamano ' el gato', per la sua magrezza e l'abilità di sfuggire alla polizia. In carcere è entrato mille volte, non siricorda neanche quante, ma da cinque mesi vive libero.
 
Campa di espedienti, di elemosina e dorme per strada. E' cresciuto negli Stati Uniti, dove i genitori emigrarono quando lui aveva 13 anni. "In Salvador tornai per scontare una condanna per assassinio", spiega ai volontari di Homies Unidos, una Ong che si occupa dei pandilleros, i ragazzi di strada. "Ammazzai due persone che stavano violentando mia madre. Da allora è iniziato l'incubo. Anni di carcere, poi la liberazione: che è peggio del carcere. Perchè ora, ogni occasione è buona per rientrare. Rubo e vivo per strada perchè non ho alternativa. Il problema è che qui tutte le porte sono chiuse. A parte quelle della prigione. Questa stessa periferia è una immensa prigione. Non posso uscire dal quartiere, perchè le altre bande mi ucciderebbero. La legge delle maras è durissima".
 
"Sono talmente abituato ai colpi della polizia che non sento più nulla", commenta Walter Fuentes, detto 'El Piwi', 17 anni, della stessa banda di Manuel. "I segni che ho sui polsi sono come i miei braccialetti. Quando ti metti in una di queste bande, sai a cosa vai incontro. Sai che hai scelto il male. La vita di pandillero è come un'ossessione. E' una psicosi. A volte mi guardo allo specchio e mi chiedo cosa sto facendo, cosa potrei fare, cosa starà facendo mio figlio. Poi resto qui. Non mi muovo e continuo a vivere in questo inferno".
 
Alexander, 20 anni, da quando è entrata in vigore la legge della Mano Dura, nasconde i suoi tatuaggi sotto la camicia e si è lasciato crescere i capelli. "Ho paura ad uscire. Solo per il fatto di avere dei tatuaggi, ti arrestano o ti ammazzano. Non c'è legge. La polizia è peggio delle bande. Ti prende anche se non stai facendo nulla". Alexander era pandillero anche a Los Angeles, dove viveva prima di essere deportato in Salvador per furto di auto. "Negli Stati Uniti facevo parte della banda dei crazy riders. " Era la mia famiglia, commenta". "Arrivato in Salvador, mi inserii in una maras di qui. Non avevo nessuno. Fu tremendo perchè mi scontrai con una miseria che non conoscevo. Ma non ho scelta. Questa, ora è la mia vita".
 
Ad un anno dall' applicazione del Plan Mano Dura, il governo salvadoregno vanta una diminuzione del 23 per cento dei delitti e dei furti nella capitale. Ma c'è chi, come il giudice Beatrice del Carrillo, considera il provvedimento assolutamente inutile. "Queste catture -spiega -non servono a niente, sono una presa in giro: non solo la maggior parte dei pandilleros torna in libertà, ma il fenomeno si sta estendendo. Con l'aggravante che ora abbiamo militari per strada con funzioni repressive simili a quelle di quando eravamo in guerra. Il problema delle bande giovanili non si può risolvere con la violenza. Serve ben altro. Servono prevenzione, progetti di integrazione e leggi di ben più ampio respiro".
Categoria: Diritti, Guerra
Luogo: Salvador