stampa
invia
Resta alta la tensione in Tunisia. Anche i canali d'informazione nazionale, inclusa la stampa più filogovernativa, hanno cominciato a riportare le notizie sui violenti scontri che, in queste ultime settimane, interessano la capitale.
Il quotidiano La Press, nel riportare la notizia della nomina del nuovo ministro dell'Interno e dell'istituzione di due commissioni d'inchiesta, focalizza l'attenzione sul discorso, del presindente Ben Ali, sulla necessità di salvaguardare la libertà d'informazione e incorraggiare il dialogo fra le parti. In più, è riportata anche la dichiarazione che il capo di stato ha espresso di fronte alle telecamere di Al Mustakillah, emittente satellitare sita a Londra, in cui Ben Ali lancia il monito del "diaolgo e della cooperazione per l'interesse supremo della Tunisia".
Parole completamente diverse a quelle proferite mercoledì scorso dal presidente tunisino, in cui ribadiva la necessità di rispettare la legge. Le Quotidien invece titola il giornale con il coprifuoco in vigore a Tunisi, insistendo sul ripristino dell'ordine, anche se "le tensioni continuano". Spiegando invece le reazioni su Facebook ai provvedimenti adottati dalla dirigenza politica tunisina, il giornale chiarisce che "le misure hanno suscitato reazioni moderate negli internauti". Mentre le foto in prima pagina mostrano i disordini e la distruzione provocati dalle proteste nella zona di Ettadhamen, la notte scorsa. Sulle pagine culturali della stessa testata, sotto l'intitolazione in grassetto "arrestiamo l'emorragia" viene raccontata la manifestazione degli artisti, avvenuta martedì scorso a Tunisi, e vengono riportate le parole di Fadhel Jaibi che, all'emittente Al Jazeera, aveva raccontato le violenze subite da parte delle forze di sicurezza durante la protesta.