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Fidel Castro, espellendo i giornalisti internazionali che seguivano una manifestazione
anticastrista e, di fatto, imbavagliando l’informazione, ha perso una grande occasione
per riabilitarsi agli occhi del mondo. Ha fatto in modo, perdendo quest’occasione,
che i continui attacchi e le restrizioni economiche, da parte della comunità internazionale,
Usa in testa, non siano solo pretesto per destabilizzare la "gloriosa rivoluzione
dei barbudos". Anzi ha offerto il fianco alle critiche dei suoi detrattori.
Espulsioni. Sono stati fatti entrare a Cuba e poi li hanno espulsi. E’ quello che è successo
a diversi giornalisti internazionali. Fra loro anche due italiani, Francesco Battistini
e Francesca Caferri, rispettivamente del Corriere della Sera e di La Repubblica.
Li hanno fermati nei loro alberghi e li hanno costretti a spegnere i telefoni
cellulari e i computers con i quali stavano scrivendo gli articoli da mandare ai loro giornali. Li hanno
prelevati dalle loro stanze, rimborsando la notte non goduta e facendo firmare
delle regolari ricevute (come è successo alla corrispondente di La Repubblica),
e li hanno espulsi da Cuba, dopo ore di fermo. Il motivo? Il visto turistico.
Le autorità cubane hanno fatto rispettare la legge alla lettera. I giornalisti
espulsi, infatti, si trovavano all’Havana per svolgere il loro lavoro, per il
quale avevano anche incontrato e intervistato dissidenti anticastristi. Ma avevano
un semplicissimo visto turistico, dunque fuorilegge. Stessa sorte era toccata
nei giorni scorsi ad altre personalità internazionali fra loro anche un senatore
della Repubblica Ceka, Karel Schwarzenberg.
gruppi di opposizione hanno approvato un documento che denuncia le condizioni
non democratiche dell’isola e lo strapotere del partito unico, chiedendo anche
un maggiore rispetto dei diritti umani e libertà per i prigionieri politici. Una
manifestazione del genere non era mai avvenuta a Cuba. Tutte le volte che si ipotizzava
una riunione dell’opposizione veniva sistematicamente repressa sul nascere.Alessandro Grandi