24/05/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Imbavagliata l'informazione internazionale accorsa per la riunione delle opposizioni
 
Martha Roque al votoFidel Castro, espellendo i giornalisti internazionali che seguivano una manifestazione anticastrista e, di fatto, imbavagliando l’informazione, ha perso una grande occasione per riabilitarsi agli occhi del mondo. Ha fatto in modo, perdendo quest’occasione, che i continui attacchi e le restrizioni economiche, da parte della comunità internazionale, Usa in testa, non siano solo pretesto per destabilizzare la "gloriosa rivoluzione dei barbudos". Anzi ha offerto il fianco alle critiche dei suoi detrattori.
La strana vicenda di questi giorni che riporta Cuba sotto i riflettori, è la riunione degli oppositori al regime, l’Asemblea para promover la sociedad civil: un raduno di diversi gruppi anticastristi con a capo una nota economista dissidente, Martha Cabello Roque, già condannata a venti anni di carcere e rimessa in libertà per motivi di salute.
Il paradosso castrista questa volta consiste nel fatto che le autorità cubane hanno permesso lo svolgimento dell’Asemblea;  per poi arrestare i parenti dei dissidenti ed espellere giornalisti internazionali e alcuni politici europei, accorsi per seguire l'evento. Fermi ed espulsioni che hanno provocato forti reazioni dall’Unione Europea.
 
Fidel Castro sembra voler dare un duro colpo all'opposizioneEspulsioni. Sono stati fatti entrare a Cuba e poi li hanno espulsi. E’ quello che è successo a diversi giornalisti internazionali. Fra loro anche due italiani, Francesco Battistini e Francesca Caferri, rispettivamente del Corriere della Sera e di La Repubblica. Li hanno fermati nei loro alberghi e li hanno costretti a spegnere i telefoni cellulari e i computers con i quali stavano scrivendo gli articoli da mandare ai loro giornali. Li hanno prelevati dalle loro stanze, rimborsando la notte non goduta e facendo firmare delle regolari ricevute (come è successo alla corrispondente di La Repubblica), e li hanno espulsi da Cuba, dopo ore di fermo. Il motivo? Il visto turistico. Le autorità cubane hanno fatto rispettare la legge alla lettera. I giornalisti espulsi, infatti, si trovavano all’Havana per svolgere il loro lavoro, per il quale avevano anche incontrato e intervistato dissidenti anticastristi. Ma avevano un semplicissimo visto turistico, dunque fuorilegge. Stessa sorte era toccata nei giorni scorsi ad altre personalità internazionali fra loro anche un senatore della Repubblica Ceka, Karel Schwarzenberg.
 
20 e 21 maggio 2005. Due date importantissime per l’anticastrismo militante. Due date nelle quali la riunione de la Asemblea para promover la sociedad civil, svoltasi nel giardino privato di una abitazione alle porte della capitale cubana alla presenza di un centinaio di delegati delle associazioni anticastriste, ha confermato le richieste di democrazia. E non solo gridando slogan ed esponendo cartelli. I rappresentanti dei Oppositori di Fidel Castro riuniti all'Havana gruppi di opposizione hanno approvato un documento che denuncia le condizioni non democratiche dell’isola e lo strapotere del partito unico, chiedendo anche un maggiore rispetto dei diritti umani e libertà per i prigionieri politici. Una manifestazione del genere non era mai avvenuta a Cuba. Tutte le volte che si ipotizzava una riunione dell’opposizione veniva sistematicamente repressa sul nascere.
 
Le reazioni. Diversissime e trasversali le reazioni della comunità internazionale. Dall’Unione Europea è arrivata subito la minaccia di reintrodurre le sanzioni recentemente tolte a Cuba, ed è stato aggiunto che questi “non sono passi giusti da intraprendere”. L'Unione, entro il prossimo mese, deve scegliere se imporre nuovamente le restrizioni a Cuba o continuare la politica di dialogo. Dall’Italia, Jacopo Venier, responsabile esteri del Partito dei Comunisti Italiani, Pdci, sempre molto vicino alle posizioni di Fidel Castro, dice di essere disposto a “criticare Cuba, anche aspramente, come abbiamo fatto nel caso dell'applicazione della pena di morte” se le motivazioni dell'espulsione non dovessero risultare soddisfacenti. Nel frattempo, venerdì 20 maggio, il presidente statunitense Bush ha ricevuto alla Casa Bianca una delegazione di fuoriusciti cubani, discutendo soprattutto dell’appoggio al movimento di opposizione a Fidel Castro.
 

Alessandro Grandi

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